(Adnkronos) - L'export, dunque, mantiene il suo ruolo fondamentale di propulsore di crescita della moda maschile italiana. Il valore delle esportazioni di settore, grazie ad una crescita del +4,3%, si porta sui 5,3 miliardi di euro; in tal modo, l'incidenza dell'export sul fatturato passa al 61,8%, guadagnando quasi tre punti percentuali in soli dodici mesi. Per il secondo anno consecutivo l'import accusa, invece, un decremento, nella misura del -4,4%. Grazie a questa dinamica degli scambi con l'estero, la moda maschile italiana vede nel 2013 un nuovo miglioramento del saldo commerciale: guadagnando circa 370 milioni di euro in un anno, il surplus commerciale si avvicina a 1,9 miliardi. Uno scenario molto più critico si profila con l'analisi degli acquisti di moda maschile da parte delle famiglie italiane, ancora in deterioramento per il quinto anno consecutivo. Le rilevazioni effettuate da Sita Ricerca per conto di SMI indicano una diminuzione del sell-out per la moda maschile pari al -9,3% con riferimento all'anno solare 2013. Il dato sconta, in particolare, un trend estremamente negativo del sell-out nella stagione P/E 2013 (-11,5%), mentre l'A/I 2013-14 risale a -7,3%. (segue)




