(Adnkronos) - Sul fronte dell'import, la moda maschile assiste nel 2013 ad una generalizzata contrazione, pari al -4,3% su base annua. L'import di maglieria cala del -2,9%, quello di vestiario del -3,7%; nel caso delle cravatte si registra una flessione del -4,9%, mentre l'import di camiceria decresce del -12,6%. Con riferimento alle performance sul fronte dei mercati di approvvigionamento, la Cina si conferma in assoluto top supplier, assicurando il 23,3% della moda uomo importata, nonostante arretri di un -12,2%, dopo la perdita prossima al -20% accusata nel 2013. Mentre il Bangladesh, secondo supplier, risulta in crescita del +13,7%, flettono altri partner importanti per il settore, come Romania (-10,4%), Tunisia (-5,1%) e Turchia (-15,9%). Per la moda maschile italiana il 2014 si è aperto con una prosecuzione del trend favorevole: secondo i dati Istat, l'export, nel primo bimestre dell'anno, segna un aumento del +4,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso; anche l'import torna interessato da un segno positivo, sperimentando una variazione del +8%. (segue)




