Si può ironizzare su tutto, ma non sui gay. Il permalosismo omosex italiano si è scatenato contro l'unico vero intervento comico della 65ma edizione del Festival di Sanremo, quello di Luca e Paolo che, tra le altre cose, si è permesso di ironizzare sui matrimoni gay. È così scattata la lesa maestà, secondo Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center: "Il matrimonio per qualcuno può essere banale e superato, ma è un diritto. Banalizzare una battaglia che coinvolge un’intera comunità non solo in Italia ma in tutta Europa, sarà ironico, per chi ci trova qualcosa da ridere nel modo in cui Luca e Paolo l’hanno portato in scena a Sanremo, ma banalizza la storia dei diritti civili". Ora i gay italiani chiedono al già cerchiobottista Conti di pensare anche loro. Dopo la famiglia più numerosa d'Italia che deve tutto "allo Spirito Santo", la drag queen Concita Wurst, l'appello punta a una conquista fondamentale per i diritti civili degli omosessuali: "Nel giorno di San Valentino - Marrazzo spera che - dal Festival si lancerà un messaggio di uguaglianza di tutti gli amori, etero e gay".



