«Non sono mai stato a letto con Alfonso Signorini». Parola di Antonio Medugno, l’ex gieffino napoletano di 27 anni finito nel vortice del gossip e nella girandola della legalità dopo che a Falsissimo - il podcast affatto corretto di Fabrizio Corona - è stato denunciato un presunto “Sistema- Signorini” a base di avances sessuali, messaggi e foto tra il conduttore e aspiranti partecipanti alla popolare trasmissione del Grande Fratello sulle reti Mediaset. Ora che Signorini è indagato per violenza sessuale ed estorsione, Medugno, che è anche tiktoker da 3 milioni di follower, con un video sui suoi social ha voluto chiarire un po’ di cose.
Tra cui il non essere andato a letto con Signorini in cambio di un posto al GF, di aver gestito «malissimo quella situazione che non avrei mai dovuto accettare (riferendosi ai messaggi con Signorini, ndr), di aver fatto quattro anni di terapia provando «ad andare avanti», di essersi «fidato ciecamente» del sue ex manager e di aver deciso di tutelarsi legalmente «soltanto quando la situazione è diventata pubblica». Una risposta, la sua, pubblicata nel giorno di San Silvestro, indirizzata anche a Domenico Aiello, legale di Alfonso Signorini, che ha definito Medugno come un «balordo» e si è detto certo di poter dimostrare che quanto affermato da lui è del tutto falso e che, insomma, era proprio lui a cercare Signorini (che nel frattempo ha chiuso i profili social e si è autosospeso da Mediaset) con lo scopo di ottenere visibilità. Ieri, i legali di Medugno, hanno bollato come diffamatorie le affermazioni dei colleghi che difendono Signorini.
«Nessuna strategia difensiva può legittimare la diffamazione gratuita. È doveroso ricordare che un avvocato, per primo, dovrebbe astenersi da qualsiasi affermazione idonea a screditare pubblicamente una presunta vittima di violenza sessuale, evitando ogni forma di ulteriore vittimizzazione e dimostrando rispetto per la delicatezza della materia», hanno scritto Cristina Morrone e Giuseppe Pipicella. Per questo «il signor Medugno si riserva ogni azione legale volta a tutelare la propria onorabilità e attende con serenità lo sviluppo delle indagini».




