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Antonio Caprarica prende a schiaffi la sinistra: "Fammi parlare!"

di Claudio Brigliadorimartedì 3 febbraio 2026
Antonio Caprarica prende a schiaffi la sinistra: "Fammi parlare!"

2' di lettura

Mentre il Pd urla allo scandalo per l’angelo con le fattezze di Giorgia Meloni realizzato da un restauratore nella basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma, il “popolo della sinistra” in piazza a Torino aggredisce selvaggiamente un poliziotto, accerchiandolo e prendendolo a martellate in testa, nel sostanziale silenzio dei suoi principali referenti politici in Parlamento. Un weekend sconcertante riassunto alla perfezione da Antonio Caprarica, storico corrispondente Rai che non ha mai nascosto le sue simpatie progressiste ma che forse in virtù dei tanti anni trascorsi all’estero riesce ad avere uno sguardo più disincantato e meno ideologico sulla realtà italiana.

Mentre la scrittrice Mirella Serri, ospite di David Parenzo a L’aria che tira, su La7, entra nel merito della questione («Al posto di Meloni non sarei contenta, il restauratore le ha fatto il doppio mento, lei non ce l’ha». E ancora: «Gli artisti lo hanno sempre fatto, da Leonardo a Botticelli. Ci mettevano i loro referenti, solo che lo facevano per omaggio al potere. Questo ha fatto la stessa cosa, poi è uno che ha avuto sempre rapporti con la destra, ma lei non è la committente»), Caprarica taglia corto: «Non è vietato agli artisti raffigurare nelle loro tele le persone che stanno loro simpatiche, per cui mi sembra francamente una polemica del niente, una polemica di burro». Decisamente più grave quanto accaduto sabato a Torino, al corteo per Askatasuna, con i leader del cosiddetto «campo largo» più preoccupati di confermare la loro vicinanza agli antagonisti e ai protestanti che di esprimere solidarietà alle forze dell’ordine.

Nulla di nuovo, purtroppo. Eppure, Caprarica si scalda: «Fammi parlare! Fammi parlare! Non si va a un corteo come quello senza sapere come finisce e chi ci va o è un imbecill*** ha detto Violante o è un irresponsabile- urla il giornalista -. E siccome escludiamo che intellettuali, politici e sindacalisti presenti a quel corteo fossero imbecilli, sono irresponsabili e ognuno si prenda le proprie responsabilità. E se la sinistra vuole governare, si ricordi che l’ordine pubblico democratico è cruciale. Ricordatevi Berlinguer, che cosa c'entra Askatasuna? Cosa c’entra Askatasuna con i diritti democratici?».