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Sanremo 2026, Gianna e "la resistenza!": l'ultimo delirio rosso su una signora di 105 anni

martedì 24 febbraio 2026
Sanremo 2026, Gianna e "la resistenza!": l'ultimo delirio rosso su una signora di 105 anni

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La testimonianza di una delle donne che nel 1945 votarono al referendum su Monarchia e Repubblica, a pochi giorni dalla fine della Seconda guerra mondiale, illumina la prima serata del Festival di Sanremo 2026: a quasi 106 anni (li compirà il mese prossimo), l'incredibile Gianna Pratesi si prende la scena dell'Ariston, tiene testa a Carlo Conti e ringalluzzisce involontariamente persino chi si attaccherebbe a tutto pur di trovare un po' di politica (anti-meloniana) al Festival.

La signora, brillantissima e lucidissima, esordisce con lo stupore: "Quanta gente, quanta gente". Quando Conti le chiede l'età, lei dice che "si può dire, tanto non conta nulla". Simpatica, pimpantissima, "una chiacchierona".

Racconta la sua gioventù, le gare di nuoto a Chiavari. Conti la stuzzica: "Ma lei chi ha votato? Oggi si può dire, su". "Sono arrivata terza", risponde Gianna continuando a parlare delle sue bracciate in mare. Incalzata, prima ricorda che nella sua famiglia "erano tutti di sinistra. Sa, i fascisti...". E il pubblico in sala ride di gusto. Quindi ammette: "No no, Repubblica!". 

Sui social c'è chi esulta tirando in ballo pure la Meloni e il governo in carica di centrodestra ergendo la signora a simbolo della "resistenza" politica e culturale. Un bel delirio, perché Gianna in realtà pensa alla musica, a 24mila baci di Adriano Celentano, insieme alla Vanoni e ai Ricchi e Poveri il suo preferito. Ultimo messaggio? "Dovete volervi bene". Appunto.