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Sanremo 2026, "pubblicità occulta": scoppia il caso all'Ariston

di Daniele Priorivenerdì 27 febbraio 2026
Sanremo 2026, "pubblicità occulta": scoppia il caso all'Ariston

2' di lettura

E anche quest’anno a Sanremo si riparla di reclame. Abusiva, ovviamente. Che sarebbe sgattaiolata sul palco dell’Ariston non sulle note del Ballo del qua qua, come due edizioni fa, attraverso i passi di John Travolta. Ma direttamente in capo ad alcuni cantanti in gara che nello specifico sono: Fedez, Malika Ayane, Dargen D’Amico e Sayf. Vari ed eventuali gli accusatori. Si parte da Selvaggia Lucarelli che ha puntato il dito contro Federico Lucia, ex marito della Ferragni tra i protagonisti di un evento collaterale Ploom, marca di sigarette elettroniche che mette a rischio il cantante del duo con Masini, essendo severamente vietata la promozione di prodotti a base di tabacco. Anche nei casi in cui si parli dei macchinari necessari a riscaldarlo.

Quindi l’eterea Malika, pure lei nel mirino della Lucarelli perché, addirittura col titolo della sua canzone Animali notturni starebbe facendo al contempo pubblicità a un prodotto cosmetico di cui l’artista è ufficialmente testimonial e si chiama proprio come il suo brano. Sayf, il giovane emergente ma già in gara tra i big, finora famoso solo per la forte somiglianza con Ghali, si è fatto vedere sul green carpet con una collana così gioiellosa della Tiffany, tale da risultare decisamente più celebre di lui. Non da meno è l’episodio che ha visto protagonista Dargen D’Amico, con un simbolo (un fiore arancione assimilabile ad Aperol) che ha fatto alzare un vero esposto all’Agcom da parte del Codacons, per valutare se anche lì non si sia scivolati oltre la linea che separa il look da artista dall’advertising mascherato.

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Lui, interpellato in conferenza stampa, non ha mascherato la rabbia: «Avete avuto mai rapporti con chi ha avuto a che fare con il Coda cons? Che c’entra il logo? C’era un brand? Io ho un contratto con quell’azienda? Perdo tempo io e anche voi. Ho indossato un fiore, non sapevo. Immagino che poi i fiori diventino proprietà privata delle aziende, mi dispiace se ho dato l’impressione di uno che beve quella bevanda perché non c’è cosa più distante da me».

Successivamente, per giustificare il suo pensiero, il cantante ha tirato in ballo una foto circolata online: «C’è chi ha pubblicato una foto della polizia modificata con l’intelligenza artificiale», dice D’Amico, al quale viene ribattuto che «la foto l’aveva pubblicata la polizia sul suo sito. La polizia non è una fonte attendibile?». «Evidentemente no», la sua conclusione.

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