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Sos-tormentone: un'estate senza canzonette

L’allegra usanza del pezzo balneare è al tramonto: l’ultimo forte è stato “Mille” di Fedez. Si salva Samurai Jay
di Paolo Macartimartedì 23 giugno 2026
Sos-tormentone: un'estate senza canzonette

3' di lettura

Se il passato non ritorna mai, anche il tormentone estivo pare faccia una gran fatica a rinverdire vecchi fasti: sulle spiagge italiane, difatti, non si registrano armonie degne a quelle che ci hanno accompagnato per decenni sotto l’ombrellone, quindi leggere e divertenti, danzerecce e piene d’ottimismo. Quella appena iniziata rischia di essere la prima estate senza un vero tormentone e questo, curiosamente ma non troppo, a pochi mesi della scomparsa dell’artista che il genere l’ha inventato: la scomparsa di Gino Paoli, che con Sapore di sale aveva dato il via nel 1963 a questo tipo di canzoni, sta coincidendo con il temuto de profundis del genere. Paoli sembra essere volato via portandosi con sè il Dna del tormentone.

Una spiegazione più terrena può essere legata a mode musicali che stanno cambiando, a una conclamata aridità compositiva, sicuramente a un mondo delle sette note che non rispetta più l’equazione ‘estate uguale brano danzereccio di successo’. La conferma viene dai vari canali attraverso i quali è possibile fruire musica: radio, televisione, streaming e social. Non sembra esserci “la” canzone balneare che replica hit del passato, peraltro ancora attualissime, come Vamos a la play dei Righeira, Un’estate italiana del duo Nannini-Bennato che spopolò nel 1990 oppure 50 Special dei Lunapop.

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E neppure titoli successivi meno nobili che hanno fatto canticchiare le spiagge italiane come Mille di Fedez e Orietta Berti che ha ricolorato il genere nell’estate 2021. È stato proprio Mille uno degli ultimi esempi, riusciti, di brani estivi nel pieno solco della tradizione aperta da Gino Paoli con la sua Sapore di mare. Canzone con cui Paoli, contrariamente a quanto si è pensato per anni, raccontò un’Italia che stava esaurendo la frenesia del boom economico e non solo un disincantato e banale amore consumato in spiaggia. L’impressione che il tormentone in quanto tale sia concettualmente esauritosi e non riesca a confermare la propria tradizione decennale, sta diventando una certezza. E questo a tutto vantaggio di un artista che è uscito benissimo dal vituperato Festival di Sanremo 2026, ovvero Samurai Jay la cui Ossessione pare non conoscere cedimenti: difatti è in testa da tempo alla classifica di Spotify e, negli ultimi quattro mesi, è il brano più richiesto nelle radio.

E Ossessione è tutto fuorché un tormentone, a parte il titolo. C’è poco o nulla di musicalmente estivo all’orizzonte in questa estate appena iniziata. Scorrendo la classifica di Spotify si nota in quinta posizione Al mio paese, il cui ritmo martellante potrebbe anche richiamare il genere: pur senza essere un capolavoro, questo brano che vede impegnate Serena Brancale, Levante e Delia comincia farsi largo nelle spiagge. Così come Hit parade, luminosa invenzione di Jovanotti e SXPM, che Gianni Morandi e Alessandra Amoroso hanno lanciato da pochi giorni.

A proposito, il frenetico Jova in coppia con Alfa propone per l’estate Buon vento mentre i Kolors provano a conquistare fan sotto l’ombrellone con l’insipida Partenop. Un’altra band, i Pinguini Tattici Nucleari, hanno optato per la spagnoleggiante Sorry Scusa Lo Siento. Senza dimenticare che è in corso di svolgimento un mondiale di calcio: ecco, quindi, rispuntare l’immancabile Shakira con Dai Dai - brano ufficiale della World Cup 2026 - che tenta di replicare il successo di Waka Waka, a sua volta canzone ufficiale dei mondiali in Sudafrica del 2010.

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