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DiMartedì, bomba di Dagospia: "Per intervistare Davigo serve l'autorizzazione di Floris", quanti soldi prende?

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Piercamillo Davigo è ormai ospite fisso di Giovanni Floris. Dopo che gli è stato negato il ritorno nel Consiglio superiore della magistratura a causa del compimento dei 70 anni, ecco che l'ex magistrato si è reinventato. Secondo Dagospia Davigo avrebbe firmato un "contratto di esclusiva" con Dimartedì, la trasmissione in onda tutti i martedì sera su La7. Per questo, è la frecciata del sito di Roberto D'Agostino, "se vi gira l'idea di tele-intervistare Davigo, è necessario chiedere autorizzazione a Floris".

 

 

E ancora, il malizioso dubbio avanzato da Dago: "Chissà se il compenso è superiore a quello del contratto di Marco Travaglio per Lilli Gruber". Nelle ultime puntate di DiMartedì si è parlato della protesta contro il Green pass, culminata a Roma con l'assalto della Cgil. In particolare Davigo si è pronunciato sull'ipotesi dello scioglimento di Forza Nuova chiesto a gran voce dalla sinistra. Secondo l'ex toga sciogliere il movimento estremista si può fare, ma in punta di diritto.

 

 

"Lo scioglimento - erano state le sue parole - è possibile con una legge o un decreto del presidente della Repubblica su proposta del Consiglio dei ministri". Più difficile quello che riguarda il reato di apologia di fascismo, perché "la ricostituzione del Partito fascista (proibita dalla Costituzione, ndr) è nei fatti cosa abbastanza complicata". Una sentenza che aveva stupito lo stesso conduttore. 

 

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