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Filippo Turetta, la rabbia di Tommaso Cerno: "Più grave quel che ha fatto il gioielliere?"

Claudio Brigliadori
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«Il rapinatoricidio è più grave del femminicidio?». La provocazione è di Tommaso Cerno, voce dichiaratamente di sinistra che spicca sempre per il coraggio di uscire dal coro e andare contro tendenza, creandosi probabilmente anche più di un nemico nel proprio campo politico di riferimento. L’ex firma di Repubblica ed Espresso, nonché senatore eletto con il Pd (ma spesso in disaccordo con la linea politica del Nazareno) e oggi direttore del quotidiano triestino L’Identità, è ospite di David Parenzo a L’aria che tira su La7.

È il giorno dei funerali di Giulia Cecchettin, ma a tenere banco è anche la condanna a 17 anni di carcere per il gioielliere di Grinzane Cavour Mario Roggero, colpevole di aver sparato a due rapinatori uccidendoli. «17 anni danno l’idea di una non equità - mette subito in chiaro Cerno -. Ci pongono di fronte a un problema: se il rapinatoricidio, l’omicidio di due rapinatori che non rappresenta legittima difesa, vale 17 anni allora mi aspetto l’ergastolo per Turetta», il fidanzato che ha ucciso Giulia.

 

«Sarebbe bella che il rapinatoricidio valesse meno del femminicidio dopo tutto quello che è successo in queste settimane in Italia. Mettiamoci in questa logica: noi rischiamo di vedere questo signore, che ha avuto una reazione violenta superiore al necessario, che aveva avuto due rapine e che non poteva sapere che le armi fossero finte, condannato a 17 anni. Non vorrei che uscissimo dal processo Turetta con il patriarcato condannato e Turetta che si fa meno anni di lui. Perché allora il Paese si farebbe una gran bella risata. Perché il diritto ha una base su tutto: il senso di equità tra ciò che avviene e la condanna. Non significa che dovevano assolvere il gioielliere, ma 17 anni è la condanna di un feroce assassino».

 

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