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Dritto e rovescio, Cruciani ammutolisce Luca e Annalisa: "Fate schifo!"

venerdì 6 febbraio 2026
Dritto e rovescio, Cruciani ammutolisce Luca e Annalisa: "Fate  schifo!"

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Un muro contro muro sconcertante, quello degli attivisti Annalisa e Luca, ospiti di Paolo Del Debbio a Dritto e rovescio su Rete 4. I due giovani, vicini ideologicamente agli antagonisti scesi in piazza a Torino, si scontrano violentemente con Giuseppe Cruciani ma soprattutto con il buon senso.

"Fare propaganda sulle forze dell'ordine non le aiuta! Dire che i problemi della sicurezza sono legati al fatto che la polizia ha le mani legate è una roba sbagliata, coi decreti sicurezza si creano categorie di nemici. I migranti, i minorenni con i coltelli, gli attivisti pericolosi...", recita il solito copione Luca.

"Questa è filosofia dai. Ci sono attivisti pericolosi? La responsabilità è personale!", si scalda Cruciani. "Chi ha aggredito quel poliziotto deve andare in carcere o no? Uno tira un estintore, uno ha aggredito con un martelletto, altri hanno usato spranghe. Devono andare in galera o no?", domanda ancora il conduttore de La Zanzara su Radio 24. "Cruciani, quello che sta facendo Meloni con i decreti sicurezza...", abbozza una risposta poco convinta Luca. "Niente, non vuole rispondere: deve andare in galera o no? Va in galera o no? Perché parli di altro? Io ti ho fatto una domanda, non vuoi rispondere perché hai paura di inimicarti i tuoi amichetti", lo inchioda ancora Cruciani, che poi sbotta coi due ragazzi. "Volete coprire i violenti a tutti i costi! Fate schifo!", "Ma fai schifo tu, ma che stai a dì", "Ma c'è un principio semplice, se uno aggredisce un poliziotto va in galera o no?", "Condanno ogni atto di violenza, ha sbagliato ma deve condannarlo un giudice", "Ma grazie al... non si può dire".

Quando poi Annalisa lamenta la mancanza di libertà d'espressione in Italia, Cruciani scioglie le briglie: "Lei sta dicendo sostanzialmente che c'è la repressione, che c'è l'autoritarismo in una televisione nazionale in prima serata. Dunque, di che cosa stiamo parlando? Lei può dire quello che vuole su web, in una televisione nazionale, e le lasciano dire che la polizia ha militarizzato Torino. Gli abitanti di Torino, gli abitanti di Torino...", "Non ho detto Torino, ho detto il quartiere...", replica la ragazza. "Vabbè, il quartiere vuole dire, il quartiere, gli abitanti del quartiere, guardi, le posso assicurare, quando vedono una camionetta dalla polizia, sono contenti. Si faccia un giro a Roma, veda quanto è contenta la gente quando vede la camionetta. Le hanno lasciato dire quello che vuole, lei si è rivolta a me...", "Ma da ieri stai a parlare!", "Stai tranquillo, io parlo quando mi pare, per fortuna ancora. Però, scusi un attimo, allora, gli abitanti del quartiere e qualsiasi cittadino italiano, tranne pochi estremisti, tipo quelli di Askatasuna, quando vedono un poliziotto, non sono felici, sono strafelici, ne vorrebbero di più per le strade, ne vorrebbero decine di migliaia! Questo è il punto, perché la gente non ha paura di Askatasuna, tranne quando fanno i cortei. La gente ha paura della criminalità, dunque vogliono le città presidiate dalla polizia".