Nella puntata di Quarto Grado del 22 maggio, condotta da Gianluigi Nuzzi, è andato in scena uno dei momenti più accesi della stagione. Al centro della discussione, come spesso accade, il cold case di Garlasco. Tra gli ospiti figuravano la criminologa Roberta Bruzzone e l’avvocato Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio.
La tensione è esplosa quando Bruzzone ha chiesto conto a Lovati del suo operato difensivo e, soprattutto, della gestione dei compensi ricevuti dalla famiglia Sempio, stimati tra i 45 e i 60mila euro. La criminologa ha messo in discussione la trasparenza con cui l’avvocato avrebbe rendicontato la propria attività, chiedendo se fosse stato fornito un dettaglio delle ore lavorate e delle spese sostenute. Lovati ha inizialmente risposto in modo difensivo: "Io le cose mie le tengo per me, cara Bruzzone!".
Da lì il confronto è degenerato rapidamente. Bruzzone ha insistito sul dovere di rendicontazione verso il cliente, mentre Lovati ha alzato i toni: "Ma cosa vuoi da me? Ma vattela a prendere…". La criminologa ha replicato con fermezza, sottolineando l’obbligo di pagare le tasse e di comportarsi con correttezza professionale. Nuzzi è stato costretto a intervenire energicamente, arrivando persino a minacciare di chiudere il microfono di Lovati per evitare insulti in diretta.




