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Dritto e rovescio, Del Debbio si alza va contro il maranza: "Tu devi stare zitto"

di Roberto Tortoravenerdì 9 ottobre 2026
Dritto e rovescio, Del Debbio si alza va contro il maranza: "Tu devi stare zitto"

2' di lettura

Dura reprimenda di Evelyne Sukali (mediatrice culturale) ai ragazzi di seconda generazione, ospiti in studio a Dritto e Rovescio, il programma di approfondimento di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio. Indisciplinati e vocianti, i ragazzi non rispettano i tempi della diretta scatenando le ire del padrone di casa che urla: “Quando parlo io devi stare zitto”. Si discute su quali misure possa adottare il governo contro le baby gang, la criminalità giovanile e i comportamenti violenti o molesti nelle città.

La Sukali non usa mezzi termini: “Puoi avere delle ragioni, tutte le ragioni che vuoi, ma il modo di porsi è importante. In questo momento siete nella parte del torto. Non vi state comportando bene. Quando si sta parlando e anche se parlano male di te, l'unico modo che tu hai, prima di tutto, per difenderti è l’educazione. Non la rabbia, la rabbia non ti porta da nessuna parte. La rabbia è una cosa che fa male a te, perché in questo momento tu ti stai facendo del male. Non va bene così, ragazzi. La prima cosa calma. Calma, la prima cosa”.

Prende la parola Alì, 22enne tunisino residente in Italia e integrato e introdotto da Del Debbio come un ragazzo a cui è andata bene nella vita, perché “si è fatto il mazzo” e oggi è un cittadino perbene: “Se tu hai una voglia di fare qualcosa, lo puoi fare, non ci sono scuse. Non ci sono scuse. Non mi puoi dire non c'è lavoro in Italia. Io conosco amici miei che sono qua, immigrati come me, e dopo tre, quattro giorni hanno già iniziato a lavorare”.

La sua storia colpisce molto un altro degli ospiti presenti in studio, Roberto Occhiuto (Forza Italia), che si congratula con il ragazzo: “Complimenti ad Alì, era lui che doveva incazzarsi con loro perché lui da domani mattina subirà il pregiudizio dovuto ai casini che loro fanno. Poi giusto, giusto che si debba cominciare dalla scuola. Giusto che si debba cominciare dalla scuola”.