Roma, 18 mag. (Adnkronos) - Servono "nuove regole del gioco" per esercitare il diritto alla felicita'. Si prepara a scriverle dal 25 maggio al 3 giugno il 'Festival della Felicita" di Pesaro e Urbino, giunto quest'anno alla sua seconda edizione e ideato dal presidente della Provincia Matteo Ricci. Sara' una 'stesura' a piu' mani: gli ospiti sono tantissimi e fra loro molto diversi, da ministri a filosofi, da economisti a musicisti, giornalisti e attori. Durante i dieci giorni della kermesse si alterneranno, infatti, momenti di approfondimento ad altri di spettacolo con la madrina del Festival Kathleen Hartington Kennedy, la figlia di Robert Kennedy che, oltre quarant'anni fa, con lungimiranza disse: 'Il pil misura tutto, eccetto cio' che rende la vita veramente degna di essere vissuta". A raccontare per l'occasione 'Il senso' della vita' live sara' Paolo Bonolis, ideatore e conduttore del programma di successo di Canale 5, che il 26 maggio ne offrira' una edizione speciale nel padiglione D della Fiera di Pesaro assieme ai suoi ospiti: il sindaco di Firenze Matteo Renzi, il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Matteo Ricci, il presidente dell'Istat Enrico Giovannini, l'avvocato ed ex-vicegovernatrice del Maryland Kathleen Hartington Kennedy e l' eclettica cantante della Tasmania Dott Reed. Tutti personaggi noti con cui Bonolis approfondira' il tema della felicita' su cui ha gia' una sua idea di fondo: "la felicita' non dipende da quello che hai, ma da quello che senti. E' uno stato mentale. Dipende da come ti disponi alla vita. Mio padre, per esempio, in tempo di guerra scaricava il burro al mercato e mia madre faceva la segretaria ma erano felici ed anche io ero felice con loro. Molto dipende dalle aspettative. Se diventano sempre piu' alte, non sei mai felice". E oggi? "Sono contento di quel che ho, non voglio di piu'", scandisce a Roma incontrando la stampa in vista del Festival. "E' il momento di rilanciare il diritto alla ricerca della felicita' - osserva Ricci - La depressione e la rabbia che stanno vivendo il Paese alla luce della crisi economica obbligano a ripensare tutto. Per troppo tempo abbiamo pensato che la felicita' fosse legata ai soldi, magari facili, al successo e al disimpegno. Questa crisi invece dimostra quanto siano importanti il lavoro, la giustizia e il bene comune. Del resto e' una crisi strutturale e bisogna pensare quindi ad un nuovo modello di sviluppo e per fare questo occorre cambiare le regole del gioco". (segue)



