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Lirica: Teatro Regio con Guglielmo Tell all'Edinburgh International Festival (3)

domenica 24 agosto 2014
Lirica: Teatro Regio con Guglielmo Tell all'Edinburgh International Festival (3)

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(Adnkronos) - "Credo che Rossini - dice Noseda - con molta sensibilità, avesse avvertito il cambiamento in atto intorno a sé. Così decise di uscire di scena ma lo fece con un coup de théâtre da maestro, facendo vedere al mondo, con il Guglielmo Tell, che se solo avesse voluto sarebbe diventato un punto di riferimento anche nel nuovo melodramma dell'Ottocento". Noseda, analizzando il capolavoro di Rossini in una prospettiva storica, lo definisce "un titolo con cui fare i conti per riassumere l'esperienza del passato, ricavarne il meglio e proiettarsi nel futuro". Rossini cominciò a scrivere la sua ultima e rivoluzionaria opera nella primavera del 1828: ormai da qualche anno risiedeva a Parigi e il pubblico attendeva con ansia un'opera nuova, in francese e ideata esplicitamente per la platea parigina. Guglielmo Tell fu completato in cinque mesi, un tempo insolitamente lungo per il musicista, e avrebbe dovuto andare in scena immediatamente, ma una serie di contrattempi costrinse a rimandare il debutto di mese in mese. L'attesa fece crescere in modo smisurato le aspettative del pubblico e i prezzi dei palchi. Quando l'opera andò finalmente in scena, nell'agosto 1829, i più l'accolsero con freddezza; solo una parte dei critici e dei musicisti, come Berlioz e Donizetti, seppero apprezzare la bellezza di una musica squisitamente romantica. Per le novità e per le pagine memorabili, l'opera è considerata un capolavoro assoluto di Rossini, come il Barbiere di Siviglia, pur godendo di una popolarità decisamente diversa. (segue)