Roma, 17 apr. (Adnkronos) - "Nel cinema è tutto più intenso, non esiste la noia, a differenza della vita che è fatta di tanti tempi morti e quindi il ritmo del cinema è molto più accattivante". Parola di Francois Ozon, il regista francese che in questi giorni è al festival 'Rendez Vous' per presentare il suo nuovo film 'Nella casa', in sala da domani distribuito da Bim. In un'intervista all'Adnkronos Ozon, confessa: "A me piace molto fare cinema, mi piace costruire i miei film e i miei personaggi dall'inizio alla fine. Ogni film è un'opera d'arte e la mia fortuna è stata quella di iniziare a lavorare sui cortometraggi e quindi avere a che fare con un'economia molto piccola. Così ho imparato a capire con precisione quanti soldi servono per realizzare un'opera d'arte, un film". "Avere ben presente l'aspetto produttivo delle cose e quanto costa poterle fare -prosegue Ozon- è fondamentale per riuscire ad avere sempre un budget che garantisca un ritorno conveniente, accettabile per i produttori. Quindi ho sempre lavorato -sottolinea- naturalmente in funzione del progetto che avevo in cantiere, chiedendo finanziamenti senza mai correre dei rischi. Questo mi ha consentito di fare delle opere diverse e soprattutto, quando mi è capitato di fare dei film di successo, utilizzare quel ritorno per fare magari delle opere più complesse, come è avvenuto per 'Otto donne e un mistero'. D'altra parte -sorride- non era Francois Truffaut che diceva che dopo un grosso film bisogna farne uno piccolo?". 'Nella casa', che ha nel cast attori come Fabrice Luchini, Kristin Scott Thomas ed Emmanuelle Seigner, è tratto della piéce teatrale dello spagnolo Juan Mayorga 'Il ragazzo dell'ultimo banco'. Il giovane Claude (Ernst Umhauer) allaccia una relazione intellettuale con il suo professore (Luchini), dando vita a un thriller psicologico in cui vengono messi in discussione i valori della famiglia. "Credo che i valori della famiglia in generale -sottolinea Ozon- sia essa borghese o proletaria, siano fragili per se stessi. Nel film c'è una famiglia della 'middle class', e Claude arriva con ironia, deride apparentemente la famiglia, ma pian piano ci rendiamo conto che lui in realtà sta cercando di entrare a far parte di una famiglia, di provare un senso di appartenenza in linea con quello che è il desiderio di tutti i giovani, che tutto sommato sono abbastanza conservatori nel loro bisogno di trovare un'armonia e un equilibrio. Forse Claude vorrebbe arrivare a distruggere tutto, come il protagonista di 'Teorema' di Pasolini, ma prevale in lui il bisogno di trovare un suo 'posto'". A Roma insieme con Ozon per presentare il film c'è il giovane protagonista Umhauer, che confessa come non sia stato facile affrontare il ruolo di Claude: "Sono stato assalito da una grande tensione all'inizio -afferma l'attore all'Adnkronos- anche perché si trattava della mia prima volta da protagonista. Un ruolo importante, diretto da quello che è considerato l'autore francese più venduto all'estero. Ho provato una grande difficoltà e un certo disagio nell'identificarmi con il personaggio e sentivo molta tensione". Poi però a, poco a poco, anche grazie alla maestria di Ozon, per Umhauer è arrivata la scioltezza. "Ho capito di dovermi liberare di tutte le ansie -racconta Umhauer- anche perché, oltre ad Ozon, nel cast c'erano anche degli attori molto importanti. Ma soprattutto perché il personaggio di Claude è un manipolatore e quindi non potevo convivere con un mio stato d'animo di turbamento. A quel punto -conclude- ho deciso di considerare i miei partner come i personaggi e non come gli attori che sono, e sono riuscito a immedesimarmi in Claude".




