Roma, 25 ott. (Adnkronos) - "Non riesco a spiegare chi era per me Andrea. Quando uno passa 40 anni insieme ad una persona cosa si puo' dire. Tutt'ora faccio fatica a capire che e' morto. E' una sensazione assurda". Nino Formicola, in arte Gaspare, non trattiene le lacrime nel parlare con l'Adnkronos della scomparsa di Andrea Brambilla, che tutti conoscevano come il commissario Zuzzurro e al quale lo ha legato un sodalizio artistico durato una vita. "Avevamo caratteri molto diversi, come il bianco e il nero, pero' su quello che riguardava il lavoro eravamo in sintonia totale. Abbiamo condiviso scelte durissime senza mai allontanarci", sottolinea Formicola che racconta come Brambilla abbia lavorato fino all'ultimo "facendo quello che dovrebbero fare tutti i malati di tumore: continuare a vivere e non sopravvivere, come se quel cancro maledetto non ce l'avessi. Grazie a questo atteggiamento -afferma- Andrea e' morto ieri e non a febbraio quando gli hanno diagnosticato il tumore". I due infatti avrebbero dovuto debuttare con il nuovo spettacolo il 15 ottobre al Teatro Leonardo. "Purtroppo pero' Andrea pochi giorni prima ha avuto una crisi e i medici glielo hanno impedito. Mi dispace moltissimo perche' lui avrebbe voluto risalire sul palco, salutare il suo pubblico. Sapeva di essere malato anche se non sapeva che il tempo che aveva a disposizione era poco", continua commosso Formicola. Quanto al suo futuro professionale senza la sua 'meta' artistica', Formicola dice: "Se devo essere onesto non c'ho nemmeno pensato. Fino a pochi giorni fa dovevo andare in scena con lui e d ero concentrato su quello. Adesso devo ricostruirmi e spero che qualcuno mi aiuti a farlo perche' lo spettacolo deve continuare. Anche se Zuzzurro e Gaspare sono finiti". Formicola si dice infine profondamente colpito dall'affetto di colleghi e fan che lo stanno tempestando di telefonate e messaggi di affetto da quando si e' saputa la notizia: "Molto al di la' delle mie aspettative. Evidentemente, nonostante ne' Andrea ne' io abbiamo mai fatto i divi la gente ha amato molto il nostro lavoro e questa e' la cosa piu' bella. E se Andrea fosse qui commenterebbe queste testimonianze d'affetto alla sua maniera dissacrante: evidentemente non c'hanno un cazzo da fare...", conclude tornando per un momento a sorridere.




