Roma, 13 nov. - (Adnkronos/Cinematografo.it) - Strumenti d'intervento, regolamentazione e modelli di sviluppo entro cui inquadrare il recupero e la riqualificazione dei cinema chiusi e, al contempo, rilanciare il sostegno ai cinema aperti della Capitale e degli altri presenti nella Regione Lazio. Su queste tematiche siè svolto 'Roma, città dei cinema', l'incontro di oggi all'Auditorium del Maxxi inserito nella rassegna di eventi organizzata dal Festival Internazionale del Film di Roma. Dopo i saluti introduttivi di Paolo Ferrari, Presidente del Festival, la prima fase del convegno è stata condotta e moderata da Massimo Arcangeli, Segretario Generale Anec Agis Lazio, che ha dato inizio ai lavori puntando sulla necessità immediata di sollecitare gli interlocutori politici per avviare un tavolo tecnico che abbia come principale scopo la discussione sui problemi della salvaguardia degli spazi di proiezione. Giorgio Ferrero, Presidente Anec Lazio, ha fatto il punto della situazione ponendo sul tavolo cifre significative: "Il numero di cinema del Lazio, 457 tra sale industriali, parrocchiali ed arene, pone la regione al primo posto in Italia con un mercato che sviluppa 14.500.000 spettatori e un volume d'affari complessivo di circa 105 milioni. Ad oggi registriamo quasi 40 cinema a Roma e altri 20 nel resto della Regione che restano abbandonati a se stessi o occupati abusivamente". Carlo Bernaschi, presidente Anem, ha offerto una disamina approfondita della crisi degli spazi di proiezione nella Capitale: "Le sale storiche, le monosale -ha detto Bernaschi- le sale dei centri urbani purtroppo chiudono perché non sono più economicamente sostenibili. Chiudono perché norme urbanistiche limitanti verso le ristrutturazioni, tassazioni sproporzionate che non tengono conto del ruolo sociale e culturale del cinema e infine mancanza di strumenti di incentivazione impediscono di mantenerle aperte". (segue)




