Roma, 23 nov. - (Adnkronos/Cinematografo.it) - "Quando ho letto lo script, era già vecchio di 5 anni. La Cbs voleva farne un film ma non aveva molti soldi da spendere. Non m'interessava lavorare per pochi spiccioli, perciò inizialmente dissi di no. Solo dopo, leggendolo, capii che era quello che volevo fare". Non sappiamo se le cose siano andate in effetti così come le riferisce Jon Turteltaub, a Torino per presentare il risultato di quella decisione. Abbiamo il forte sospetto però che la voglia di lavorare su 'Last Vegas', la commedia che ha inaugurato ieri sera il Torino Film Festival 31 (e che uscirà a gennaio in sala con Universal), gli sia salita alle stelle dopo la composizione del cast. "Ne abbiamo preso uno alla volta. Per primo Michael Douglas -ricorda- che aveva già visionato la sceneggiatura manifestando il proprio gradimento. Poi è arrivato il sì di De Niro e a quel punto ci siamo davvero entusiasmati. Il terzo è stato Morgan Freeman, che ci ha chiamati tramite il suo agente dicendo di voler essere della partita. Infine l'osso più duro, Kevin Kline. Tutti a Hollywood sanno che Kevin risponde di no a tutti i copioni che gli offrono. Questa è probabilmente la ragione per cui lavora così poco". "E' andata così anche con noi, ma io ho insistito: ho preso il volo per New York -racconta Turteltaub- sono andato a trovarlo, abbiamo fatto una chiacchierata di 5 ore e infine ha accettato. Sono felicissimo che l'abbia fatto, perché dei quattro il suo è il ruolo che amo di più: il percorso del suo personaggio è quello che fa ciascun uomo ogni singolo giorno, ovvero restare fedeli, provarci almeno, a una scelta di vita". (segue)




