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Rai: Marano, i cachet artistici non saranno piu' quelli di una volta

domenica 22 settembre 2013
Rai: Marano, i cachet artistici non saranno piu' quelli di una volta

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Torino, 21 set. (Adnkronos) - "Tutti devono capire che i cachet artistici saranno piu' bassi e non potranno essere quelli di una volta". Lo afferma il vicedirettore generale della Rai Antonio Marano, intervenendo al 'Prix Italia' in corso a Torino fino al 26 settembre, parlando delle strategie di Viale Mazzini, un'azienda "che non ha deficit editoriali, che ha offerta tra le piu' forti, ascolti piu' alti ispetto ai concorrenti. Abbiamo pero' -spiega Marano- una visione carente della strategia del sistema universale. Se siamo servizio pubblico non possiamo costringere i giovani che vanno sul web a venire in tv, dobbiamo essere noi ad andare sul web. E' un problema che hanno tutti i media", sottolinea il vicedg. "Qual e' la visione strategica? 30 anni fa -aggiunge- il primato era del canale. Oggi chi ha il contenuto detiene il primato rispetto alla tecnologia trasmissiva. occorre una visione stragegica dei modelli produttivi. Nel '93 c'erano 11 canali nazionali, nel 2003 ce n'erano 60, nel 2013 sono 235. La Rai certamente e' stata brava a pensare al passaggio dall'analogico al digitale con quel numero di canali, ma la tematizzazione dei canali porta a una loro maggiore frammentazione. Molti non sono piu' solo televisivi, ma sono evoluti anche su piattaforme diverse dalla tv. Cosa che hanno fatto anche i grandi editori di carta stampata. La Rai come si muove? Adesso siamo in un momento strategico, dopo il passaggio dalla monotematicita' al telecomando, oggi passeremo al clic, il telespettatore e' interattivo e dal concetto del prime time passiamo a quello del mytime". Marano fa notare che c'e' un "calo sostanziale di ascolti in tv" e questo aspetto diventa evidente guardando la voce 'altre' nelle curve d'ascolto dell'Auditel che "e' diventata predominante soprattutto in seconda serata. Questo vuol dire che il telespettatore si fa il proprio palinsesto. La logica della veicolazione di un prodotto quindi -sottolinea- no puo' essere vincolata da un modello pregresso". Marano infine sottolinea "la criticita' nell'intrattenimento e nell'informazione" ed evidenzia anche i problemi della fiction "troppo local e poco europea. Noi -dice- compriamo migliaia di ore ed esportiamo poco o niente perche' il nostro prodotto e' troppo italiano. Bisogna investire su scelte per esportare e diventare competitivi", conclude.