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Calciopoli, le rivelazioni del pm: "Stavamo per arrivare anche all'Inter, poi..."

michele deroma
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Sono passati otto anni da quell'estate 2006, ma Calciopoli non è mai stata così vicina. Nelle discussioni e nei litigi tra i dirigenti (ma non solo) di Inter e Juventus, che nei giorni scorsi hanno infiammato il dibattito sulla vicenda che inguaiò i bianconeri di Fabio Capello. Ieri ha parlato Giandomenico Lepore, il magistrato che ha condotto l'inchiesta: a TeleLombardia, Lepore ha ribadito un retroscena che fa ancora scalpore, nonostante la notizia non sia del tutto nuova. "L'Inter..." - "Calciopoli - ha affermato Lepore - è stata una bella inchiesta, ma purtroppo è stata boicottata dalla fuga di notizie, che non è stata alimentata dai magistrati. Noi abbiamo accertato le responsabilità penali di una squadra di serie A e stavamo arrivando ad un'altra squadra milanese... tolto il Milan, resta l'Inter, no? Molti verbali tuttavia vennero rubati e pubblicati in un volume, e questo rovinò l'indagine. Gli imbrogli non erano solo della Juventus, c'era un giro di soldi importante". Le parole di tre anni fa - Già nel 2011, a Tuttosport, Lepore aveva raccontato: "Quando chiedevo lumi sull'Inter, perché sentivo lamentele sull'inesistenza di intercettazioni relative a questa squadra, i miei colleghi mi rispondevano sempre che non c'erano elementi a sostegno di quelle voci. Gli elementi a disposizione dell'inchiesta erano solo quelli, ma se avessimo potuto portare avanti le indagini così come stavamo facendo... Infatti ad un certo punto c'è stata una fuga di notizie, e in quel preciso istante la nostra inchiesta fu bruciata. Non potemmo portare avanti altri aspetti di quell'inchiesta, perché dopo quella pubblicazione i telefoni cominciarono a tacere". Quelle intercettazioni... - Resta un dubbio: prima della fuga di notizie, erano state registrate intercettazioni giudicate rilevanti dagli inquirenti, e che riguardavano i dirigenti dell'Inter e di altre squadre. Proprio queste intercettazioni sparirono dall'indagine, ricomparendo solo grazie al lavoro degli avvocati di Luciano Moggi: anche gli elementi per indagare anche sui nerazzurri, quindi, ci sarebbero stati.

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