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Vettel profeta in patria. Niente podio per la Ferrari

Incidente a bordo pista: una ruota di Webber colpisce un cameraman

Nicoletta Orlandi Posti
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Sebastian Vettel finalmente profeta in patria, Fernando Alonso resta ai piedi del podio al Nuerburgring. Il pilota tedesco della Red Bull trionfa nel Gp di Germania centrando il primo successo della carriera sull'asfalto 'domestico'. Il campione del mondo deve lottare fino all'ultimo giro per domare le Lotus del finlandese Kimi Raikkonen e del francese Romain Grosjean, mentre la Ferrari si accontenta del quarto posto che Fernando Alonso ottiene dopo 60 giri movimentati non dai problemi delle gomme ma dagli errori di piloti e meccanici. Non fa notizia l'ennesimo flop di Felipe Massa, che va subito k.o. con l'altra rossa e assiste dai box alla nona gara della stagione.  guarda il video su LiberoTv Vettel primo in classifica - Il Nuerburgring regala a Vettel la quarta vittoria dell'anno, la 30a della carriera e un solido primato in classifica. Con 157 punti, il 26enne di Heppenheim allunga su Alonso, secondo a quota 133, e su Raikkonen, terzo a 116. I risultati maturano al termine di una giornata che comincia nel modo migliore per il team iridato. Le Red Bull partono alla grande, scavalcando subito la Mercedes di Lewis Hamilton. Vettel primo, Mark Webber secondo e la squadra con le ali prova a prendere il largo. Le Ferrari, uniche a montare gomme medie nelle prime 4 file, rincorrono dalla sesta posizione con Massa e dall'ottava con Alonso. La gara del brasiliano, in realtà, finisce subito: testa-coda alla prima curva e il sipario cala all'inizio del quarto giro. Vettel sbriga la pratica pit stop nell'ottavo passaggio: via gli pneumatici soft, ecco quelli medi.  La ruota di Webber colpisce un cameraman - E' un disastro, invece, la sosta di Webber subito dopo. L'australiano riparte in anticipo, la ruota posteriore destra si stacca e colpisce in pieno un cameraman che finisce ko: lo sfortunato operatore se la cava con dolori al torace e tanta paura. In pista, intanto, Alonso non ricava granchè dalla strategia anomala. Lo spagnolo, nonostante le gomme più dure rispetto ai rivali, si ferma già al 13° dei 60 giri senza ottenere alcun vantaggio. Dopo la sosta continua ad usare gomme medie, che in generale soffrono per i 44 gradi dell'asfalto. Il passo della rossa migliora ma le zone nobili della classifica sono lontanissime. Vettel comanda, ma nel suo specchietto si materializza la sagoma minacciosa della Lotus di Grosjean. Alonso, sesto, rimane a lungo imbottigliato alle spalle di Hamilton e perde tempo preziosissimo rispetto a Button e a Raikkonen, che lottano per la terza piazza. La Ferrari con targa spagnola ha strada libera nella 23a tornata, quando la Mercedes rientra ai box, ma la coppia Vettel-Grosjean è lontana già 20 secondi.  Cambio di gara - La gara sembra destinata a trasformarsi in un duello, ma il copione cambia per merito, o colpa, di Jules Bianchi. Il francese, k.o. per la rottura del motore, lascia la sua Marussia nella via di fuga. Per la pendenza del tracciato, la monoposto rientra in pista e attraversa l'asfalto prima di fermarsi dal lato opposto: safety car in gioco e il gruppo torna compatto. Si riparte a metà gara e, quando inizia il secondo tempo, Vettel prova subito a scappare ma la fuga non decolla. Le Lotus rimangono incollate, Alonso è a 4 secondi. Il terzo pit stop consegna una Red Bull stellare a Vettel, che si riprende il primato a 10 tornate dalla bandiera a scacchi e torna a trionfare in Europa dopo un digiuno di 22 mesi. La Ferrari spagnola, con gomme soft, nell'ultima porzione di gara va all'assalto delle Lotus ma non riesce ad artigliare il podio. Raikkonen passa Grosjean e spaventa Vettel fino alla fine, mentre Alonso è quarto. 

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