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Juventus choc, lascia Beppe Marotta. Non va tutto liscio: le voci su Andrea Agnelli e Cristiano Ronaldo

Giulio Bucchi
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Mentre la Juventus vince all' Allianz Stadium uno scontro scudetto anticipato, battendo il Napoli 3-1, Beppe Marotta ha già maturato da giorni la scelta più importante sul proprio futuro, in cui la Juve non c' è più. Il dirigente non si candiderà più per il ruolo di Amministratore Delegato, indirizzando verso una fine il rapporto con il club bianconero. Alla Juve ha vinto tutto ciò che c' era da vincere: sette scudetti, quattro Coppe Italia, tre Supercoppe Italiane. E ha costituito, insieme a Fabio Paratici (che invece rimarrà a Torino, nonostante la corte di mezza Europa), un autentico impero nel calcio italiano, dominando il mercato dei giovani e dei grandi. In settimana si era aggiudicato il «Best Executive», premio di manager dell' anno. «Il mio mandato di amministratore delegato scadrà il 25 ottobre - ha annunciato a sorpresa ai microfoni di Sky Sport al fischio finale di Juve-Napoli -, la società e gli azionisti stanno attuando una politica di rinnovamento. Nella lista dei nuovi candidati non ci sarà più il mio nome. Rimarrò nella Juve come direttore generale dell' area sport. Per quanto tempo lo vedremo in futuro, dovrò parlarne col presidente», le parole del dirigente, che però non ha chiarito le ragioni che lo hanno spinto alla clamorosa decisione. L' addio, a detta dello stesso Marotta, non riguarda tuttavia la presunta scalata alla presidenza della Figc: «Smentisco categoricamente che io possa essere candidato alla Figc, in questo momento è un' esperienza che non mi tocca», ha chiosato. Difficile, allora, intuire i motivi della scelta se si esclude l' ambizione ai vertici del calcio italiano. In attesa di chiarimenti, che arriveranno verosimilmente a ridosso della scadenza del mandato (il 25 ottobre), possono risultare decisivi alla ricostruzione gli ultimi avvenimenti che hanno riguardato Marotta in bianconero. Un momento iconico, il 16 luglio, l' aveva visto stranamente in disparte. Quando Cristiano Ronaldo è stato presentato alla stampa, accanto al portoghese non si è presentato l' ad, bensì il suo braccio destro, Fabio Paratici. Una scelta dettata dall' importanza che il direttore sportivo aveva rivestito nella storica trattativa. Sempre a proposito dell' affare CR7, in una recente intervista, Pavel Nedved non aveva mai menzionato Marotta. «L' affare Ronaldo? Era tutto nella testa del nostro Direttore sportivo, - la rivelazione del vicepresidente -. È stato lui a proporlo a me e al presidente Agnelli. L' idea ci è piaciuta subito, non era una follia». di Alberto Neglia

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