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Il ritratto

Matteo Berrettini? Cemento, erba e terra rossa: perché lui è il futuro del tennis

8 Settembre 2019

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Matteo Berrettini

Per molti la semifinale di un grande Slam rappresenta l' occasione della vita. Per Matteo Berrettini può invece essere la rampa di lancio di una grande carriera. Cresciuto nel mito di quel Roger Federer che gli ha impartito una lezione importante negli ottavi di Wimbledon, Berrettini ha disputato un US Open di pregevole fattura, in cui ha dimostrato di poter reggere il confronto tecnico e mentale anche con i migliori.

Ragazzo con la testa sulle spalle e la sana passione di chi sa godersi al massimo ogni partita, soprattutto quelle contro mostri sacri del calibro di Federer e Nadal, Matteo ha impressionato per la risolutezza e la tranquillità con cui ha giocato i punti più importanti lungo il torneo. Anche contro lo spagnolo, al quale è stato in grado nel primo set di annullare una palla break dopo l' altra: è stato necessario il miglior Rafa per spegnere i sogni di gloria del 23enne romano, che ha anche conquistato due set point - annullati magistralmente da Nadal - nel primo tie break.

Una volta smaltita la sbornia per un' avventura newyorkese che lo colloca di diritto sulla cartina del tennis che conta, a Berrettini rimarrà la consapevolezza di essere stato il quarto italiano di sempre a raggiungere la semifinale di un grande Slam nell' era Open (Adriano Panatta, Corrado Barazzutti e Marco Cecchinato i suoi predecessori), ma soprattutto la certezza di ripartire da nuovo numero 13 del mondo, a pochi punti di distacco da Monfils, Fognini e Bautista, tutti oltre i 30 anni. Anche contro un super Nadal, il 23enne romano ha mostrato di avere la stoffa per diventare grande: il tempo è un prezioso alleato, il resto dovrà farlo lui ricercando i miglioramenti tecnici e la costanza di risultati necessari per entrare in pianta stabile nell' élite del circuito.

LA TOP 10 È VICINA
Il 2019 è stato finora un anno da ricordare per Berrettini, capace di vincere due titoli, uno sulla terra a Budapest e uno sull' erba a Stoccarda, e di far conoscere il suo nome al grande pubblico con gli ottavi di Wimbledon e la semifinale degli Us Open. Quest' ultima determinante per coltivare ambizioni importanti nella "Race to London", la classifica del 2019 che qualifica i primi 8 alle Atp Finals, in programma a Londra dal 10 al 17 novembre. Matteo è attualmente nono, a soli 20 punti di distacco da Kei Nishikori. Di sicuro lo rivedremo in campo per il Masters 1000 di Shangai e i 500 di San Pietroburgo e Pechino, dove sarà chiamato innanzitutto a confermare quanto di buono fatto vedere ultimamente.

La qualificazione alle Atp Finals potrebbe essere la classica ciliegina sulla torta di un 2019 da incorniciare, ma allo stesso tempo non deve rappresentare una distrazione dal percorso di crescita intrapreso. Certo, è suggestivo pensare che nel giro di qualche mese Berrettini potrebbe entrare nella top 10 mondiale e staccare il pass per il prestigioso appuntamento delle Finals. Ma guai a mettere troppa pressione sulle spalle di Matteo, perché l' età è dalla sua parte e lo sviluppo ulteriore del suo tennis moderno è prioritario rispetto ai risultati nel breve termine. Al momento l' azzurro è preceduto in classifica da cinque tennisti che hanno superato i 30 da un po', senza dimenticare che Roger Federer vede i 40 avvicinarsi inesorabilmente: il momento della "Next Gen" si avvicina e Berrettini può legittimamente aspirare a farne parte.

UN UNICUM
Intanto l' Italia si coccola il suo nuovo talento, con la speranza che un giorno possa diventare un finalista di un grande Slam, che da queste parti manca dai tempi di Adriano Panatta. Di certo c' è che Berrettini è una sorta di "unicorno" del tennis italiano, sia per caratteristiche fisiche (196 cm per 90 kg) che tecniche. Servizio e dritto sono già di alto livello, anche Nadal ha dovuto constatarlo, così come le variazioni tattiche e la presenza mentale che lo rendono un giocatore pericoloso in ogni situazione. Proprio la competitività su tutte le superfici è forse la chiave più importante per entrare in pianta stabile nella top 10.

di Gabriele Galluccio

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