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Ferrari, fine investigazioni della Fia sulla power-unit e accordo tra le parti: per questo il motore non va?

Davide Locano
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In Formula 1 tiene banco il "mistero dei motori". Si parte dalla Ferrari, con Mattia Binotto un poco sconsolato per le performance della power unit. E si continua con la Mercedes, con i diversi problemi di affidabilità avuti nei test a Montmelò. Che succede? Un'ipotesi arriva dalle colonne del Corriere della Sera, dove Giorgio Terruzzi fa sapere come nella serata di venerdì la Fia ha emesso "uno strano comunicato nel quale annunciava la fine delle investigazioni sulla power-unit Ferrari, l'approdo a un accordo tra le parti (che resterà segreto) e l'apertura di una collaborazione con la stessa Ferrari per monitorare l'attività motoristica dei team". Leggi anche: Formula 1, bomba coronavirus sul mondiale Terruzzi fa sapere che si tratta dell'ultima tappa di una "istigazione alla verifica portata avanti con estrema insistenza da Mercedes e Red Bull 2019". Nel mirino dei rivali, il motore Ferrari e il suo salto di qualità nella seconda parte della scorsa stagione. I controlli non hanno evidenziato irregolarità ma, continua Terruzzi, devono aver spinto la Fia "a porre qualche paletto in quella zona grigia dentro la quale ogni team sguazza da sempre". Per questo, dunque, la Ferrari potrebbe aver perso il "guizzo". Ma sempre per questo, la Mercedes potrebbe aver perso in affidabilità. La scuderia tedesca era infatti sospettata di "bruciare" olio nel motore per migliorare le prestazioni, e forse la Fia è intervenuta anche su questo. Non è chiaro cosa nasconda la comunicazione della Fia, ma per certo qualcosa è accaduto.

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