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Abete: "Sui cori razzisti serve sistema sanzionatorio equilibrato"

domenica 29 dicembre 2013
Abete: "Sui cori razzisti serve sistema sanzionatorio equilibrato"

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Roma, 23 dic. (Adnkronos) - "Giusto punire una intera curva per comportamenti di alcuni tifosi in trasferta? E' un problema obiettivamente esistente. Bisogna avere la capacità di avere un sistema sanzionatorio equilibrato anche quando i comportamenti avvengono in trasferta". Lo ha spiegato il presidente della Figc, Giancarlo Abete, in un'intervista video all'Adnkronos, in merito alla decisione del giudice sportivo di chiudere le curve di Inter e Roma per cori razzisti, poi sospesa dalla Corte di Giustizia federale. "Rivedere le norme antirazzismo e discriminazione territoriale? Al di là del quadro normativo, la discriminazione territoriale ci accompagna da quasi 25 anni. L'applicazione della norma richiede lucidità. Noi, nella norma, abbiamo anche inserito riferimenti legati all'intensità e alla percepibilità del fenomeno. Poi c'è una giurisprudenza. Questo è il primo anno - spiega Abete - di una accelerazione sull'iter del contrasto alla discriminazione portata avanti dalla Uefa. Va fatta un'attenta riflessione su quanto avviene fuori casa. Non si può dire liberi tutti, se ci sono comportamenti da sanzionare fuori casa, ma c'è difficoltà a creare un'applicazione lineare in relazione al settore che viene colpito". Al presidente della Federcalcio ha fatto piacere vedere il derby di Milano con le curve piene. "Io sono sempre contento quando si gioca a pieno organico, sia per i giocatori in campo che per i tifosi sugli spalti, dopodiché ci sono delle norme, tutte migliorabili, ma sono nel quadro della normativa internazionale e c'è l'autonomia e la terzietà degli organi di giustizia sportiva". "Ci sono vari gradi di giudizio - aggiunge - perché la valutazione del giudice monocratico, che arriva dopo la partita, può essere oggetto di ulteriore approfondimento, come è stato con la sospensiva per i ricorsi dell'Inter e della Roma. Le norme sono perfettibili ma la base di riferimento è che bisogna cambiare i comportamenti allo stadio. Se non c'è una crescita delle società e dei tifosi o se si pensa che si può risolvere tutto modificando un aggettivo significa avere una dimensione sterile del dibattito". La Task Force voluta dal ministro sell'Interno Angelino Alfano "per settorializzare ulteriormente lo stadio e per avere più facilità di individuazione di comportamenti impropri ed evitare che vengano pagati troppo da soggetti non responsabili è all'opera". "Si è preso l'impegno di fare il lavoro in 60-90 giorni quindi avremo dei riscontri in tempi compatibili, all'interno della stagione sportiva. Si vuole poi - prosegue Abete - rafforzare l'attività professionale degli steward, lavorare sui biglietti nominativi, perché ci sono delle situazioni troppo stressate per chi vuole fruire dello stadio in maniera positiva. Il contesto internazionale è noto. Non possiamo pensare di fare delle norme ad hoc. Il principio della responsabilità oggettiva opera all'interno di organismi Fifa e Uefa e non si può pensare di rimuoverlo, ma renderlo equilibrato per far pagare chi ha commesso determinati atti". Secondo il numero uno della Figc mantenere la tessera del tifoso "è una scelta che è stata fatta da parte del Ministero dell'Interno in un momento di grande complessità nel mondo del calcio, dopo la morte dell'ispettore Raciti. Fa parte di una strategia di medio periodo del governo che, peraltro, è stata confermata con alleanze di governo diverse l'una dall'altra. E ne è stata confermata la validità da parte del ministro Alfano recentemente, nell'incontro in Lega calcio di Serie A. Nonostante la difficoltà ci sono 1,2 milioni di tessere del tifoso, c'è una maggiore difficoltà a fruire dello stadio in tempo reale rispetto a prima, da qui la riflessione sulla task force attivata presso il ministero per cercare dei correttivi e favorire la partecipazione a persone che non hanno la cultura di continuità di presenza allo stadio". Abete però sottolinea quanto di buono è stato fatto fino ad oggi. "Noi siamo molto concentrati su comportamenti inaccettabili sul versante di forme di razzismo e di discriminazione territoriale, però dobbiamo ricordare quanti passi avanti sono stati fatti sul versante degli atti di violenza: abbiamo avuto dal 2007 un decremento sempre costante degli episodi di violenza e dei feriti delle forze dell'ordine, a cui va il nostro ringraziamento, in una realtà che riguarda 700mila eventi l'anno. Oggi parliamo di comportamenti beceri, mentre prima c'erano comportamenti di violenza inaccettabile". Poi il capitolo dello scandalo del calcioscommesse. "Non sono pentito di aver difeso Gattuso, al di là della fiducia, non lo vedo come un soggetto che si può prestare a situazioni in cui si possa immaginare di manipolare delle partite" dice Abete. "Fino a che non ci sarà una sentenza che lo condannerà - continua - io rimango della mia considerazione, con il mio convincimento basato sul fatto di conoscerlo e averne sempre apprezzato i comportamenti in termini di lealtà sportiva".