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Arrigo Sacchi: "Il Milan non è una squadra"

di Andrea Tempestinidomenica 16 marzo 2014
Arrigo Sacchi: "Il Milan non è una squadra"

2' di lettura

Altro che "remuntada". Per il Milan, in Champions League, una sonora bastonata: a Madrid, contro l'Atletico negli ottavi della competizione, prende quattro reti e ne segna una. Tutti a casa, e chissà quando il Milan rivedrà l'Europa che conta. Forse, per i rossoneri, quello di martedì sera è stato il punto più basso degli ultimi anni, il punto più basso del declino iniziato dopo l'ultima vittoria in campionato con Massimiliano Allegri, dopo la quale, nei fatti, la società ha cominciato l'opera di smantellamento, vendendo tutti i suoi campioni (da Ibrahimovic a Thiago Silva, passando per Andrea Pirlo e gli altri). Un deserto, il Milan di oggi. Un tesoro del nostro calcio dilapidato. Un tesoro che Arrigo Sacchi, all'inizio del ciclo berlusconiano, aveva contribuito - eccome - ad arricchire, a formare. E a commentare l'ultimo capitombolo madrileno del Milan, negli studi di Mediaset, c'era proprio Sacchi, che non riesce a nascondere la sua cocente delusione e il disappunto. "E' un momento triste per il Milan e per il calcio italiano - spiega -. Il Milan non è una squadra, non difende collettivamente e questo aspetto fa emergere i limiti di tutti. In fase di attacco ha tanti solisti, il gioco non ha una sua logica. Stasera - puntualizza Sacchi - mi ha deluso anche Taarabt, girovagava per il campo. Dall'altro lato c'era un buon collettivo con un grande giocatore come Diego Costa, che è bravissimo a muoversi senza palla". Parole durissime, quelle di Sacchi, e che non risparmiano il mister, Clarence Seedorf. Parole che ricordano quelle del recente sfogo di un altro ex rossonero deluso, Zvonimir Boban, che dagli studi Sky si scagliò con violenza contro la società ("Non esiste più, è una barzelletta", disse).

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