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Federica Brignone, l'ultimo drammatico sfogo: "Faccio schifo, lavatemi il cervello", choc per lo sci italiano

Francesco Fredella
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Dall’argento che sa di oro nello Slalom Gigante sull'Ice River di Yanqing, alla sconforto e alla delusione che non le hanno permesso di partecipare alla discesa libera. E mentre la rivale/amica Sofia Goggia si è presa l’argento alle Olimpiadi di Pechino, ritornando dall’infortunio di 23 giorni fa ai Mondiali di Cortina — la distorsione al ginocchio sinistro con parziale lesione del legamento crociato e microfrattura personale — Federica Brignone si lascia andare alla negatività. E spaventa tutti: “È andata malissimo questa prova — ha detto —. Non ho un buon feeling, non l’ho trovato neanche oggi su questa pista, fin dalla terza curva sono subito scivolata e non sono neanche riuscita tirare la curva quella che l’altro giorno avevo saltato, oggi ho frenato talmente tanto che mi sono fermata. Non riesco a fare nessuna differenza”.

 

Brignone: “Faccio schifo, bisogno di un lavaggio di cervello” 
Nessuna confidenza con la pista di discesa: “Vado bene solo nelle 4 curve di muro qua sotto, non sono abbastanza — ha detto Brignone —. Tutto il resto faccio schifo. Vado in tilt mentalmente, non ho buon feeling, non sono appoggiata, non ho voglia di fare velocità, non sono chiusa, non ritrovo le sensazioni che avevo in discesa quest’anno e non so proprio sciare. Come se scendessi con la paura, anche se questa è la discesa più facile che abbiamo fatto quest’anno. Se io mi merito il posto per correre in discesa è perché in combinata posso essere competitiva, ma così non ho nessuna chance. Non so, devo farmi un lavaggio del cervello”.

La minaccia di disertare Milano-Cortina 2026
Poi le critiche, inaspettate, per l’organizzazione dei prossimi Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, con la rabbia e la minaccia di disertare i giochi: “Io non credo proprio che ci sarò, a me piace lo spirito olimpico, così mi passa la voglia — ha detto la sciatrice valdostana — La cosa brutta è che sarà tutto sparso. Non ci sarà un villaggio olimpico, non ci sarà lo spirito olimpico. A Pyeongchang era tutto nel giro di mezz’ora. Già qui in Cina è più complesso, a Milano-Cortina non ci saranno neppure i maschi nello sci alpino. Saremo ognuno in un posto diverso. È giusto per sfruttare le strutture, giusto per non consumare, giusto per non costruire nulla di nuovo, dal punto di vista ecologico sarà molto meglio, dal punto di vista dello spirito olimpico non sarà bello”. E ancora: “Qui in Cina siamo tutti assieme, malgrado il Covid siamo tutti tra atleti, ci si vede tra altri sport ti siedi con gente diverse tutti i giorni. Questo a Milano-Cortina non esisterà. Sarà un dispiacere”.

 

Il pensiero corretto poche ore dopo
Poche ore dopo la rabbia, Brignone ha poi corretto il tiro: “Voglio continuare a rimanere concentrata sui prossimi appuntamenti che mi attendono questa settimana — ha aggiunto — L’Olimpiade di Milano-Cortina 2026 è un obiettivo a cui tiene qualsiasi sciatore italiano, nella culla degli sport invernali che sono le montagne italiane. In questo momento della carriera preferisco però concentrarmi sulla stagione in corso dove ho vinto fin qui una medaglia d’argento olimpica in gigante e occupo la terza posizione nella classifica generale di Coppa del mondo”. E ancora: “Soprattutto non ho pensato a una mia eventuale presenza fra quattro anni nelle vesti di atleta, ambassador o tifosa in un’Olimpiade che farà molta attenzione alla sostenibilità ambientale, un aspetto che mi tocca da vicino. Quel che è certo è che non mi perderò Milano-Cortina 2026 per nessun motivo al mondo”.

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