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Milan e Inter, cosa è successo sulle due sponde del Naviglio

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Fabrizio Biasin
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Rieccoci. Non è ancora Ferragosto e siamo già pieni di polemiche. La prima riguarda il rigore a favore del Milan: se il presupposto degli arbitri è «no ai rigorini», allora a San Siro i signori fischietti hanno toppato. In ogni caso il Milan ha strameritato i suoi tre punti e se li è portati a casa con la consueta pazienza griffata Pioli. La buona notizia in casa rossonera è proprio questa: il Diavolo è sempre più consapevole dei propri mezzi e mostra una maturità che è molto superiore all'età anagrafica dei singoli giocatori. Se qualcuno si era posto il dubbio («saranno ancora in grado di combattere per il titolo?») lo può mettere da parte: i campioni d'Italia hanno tutto per confermarsi.

 

 

Qualche problema in più sull'altra sponda del Naviglio. Il gol-lampo di Lukaku sembrava aver apparecchiato la passeggiata al "Via del Mare", ma l'Inter attuale non ha la forza (fisica) e la serenità per gestire o dominare le partite.

 

 

 

I continui allarmi di mercato pesano parecchio nell'umore del gruppo e in quello dell'allenatore. Inzaghi ha già detto come la pensa («il mercato in uscita è chiuso»), ma sa anche che i nerazzurri non hanno la forza economica necessaria per togliere i propri giocatori dalla vetrina. Il gol di Dumfries la dice lunga: tenere tutti per provare a vincere.

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