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Jannik Sinner sconvolto da Ibra e Materazzi: "Lo ha mandato in ospedale"

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“Come vivo la mia popolarità? Sento un'energia diversa, molto importante. È un aspetto su cui ho lavorato molto, per riuscire a vivere la partita anche con il pubblico, sfruttando le mie emozioni. Mi fa molto piacere”. Dice così Jannik Sinner in un’intervista a La Stampa. L’altoatesino esordisce domani a Monte-Carlo da numero 8 al mondo. Nell’intervista parla anche della rivalità con Carlos Alcaraz: “Ci siamo incontrati per la prima volta in un Challenger in Spagna (ad Alicante nel 2019, ndr) — dice — Ho perso e subito dopo la partita sono andato a chiedergli quanti anni aveva, come si allenava, avevo già capito che era uno speciale. Poi non ci siamo incontrati per un po', e ora mi fa impressione vederlo n.1 e vincitore di uno Slam”. 

Sinner: “Il libro finito più velocemente è quello di Ibrahimovic”
Quindi un commento sulla lettura: “Non leggo tanto, sono lento. Il libro che ho finito più velocemente è quello di Ibrahimovic. Ora sono passato ad uno in tedesco con domande e risposte su tante cose…”. Il passaggio più bello è “il problema che aveva con Materazzi, il fatto che ha aspettato anni per restituirgli un certo trattamento, e l'ha mandato in ospedale… — spiega — L’esperienza negli Usa, i cambiamenti. È un libro molto bello perché ti aiuta a capire come ragionano i campioni, ti dà un altro punto di vista”.

Sinner: “Alcaraz? Ogni volta che giochiamo contro imparo qualcosa”
E ancora su Alcaraz: “La cosa bella è che ogni volta che giochiamo contro imparo qualcosa, capisco come migliorarmi: con lui Miami ho messo in campo cose nuove, dettagli importanti, perché so che devo fare così, anche a costo di sbagliare, e ho giocato meglio di quando mi aveva battuto una settimana prima a Indian Wells — aggiunge Sinner — Sulla terra sarà la stessa cosa, stiamo già mettendo benzina per i prossimi tornei. Anche Carlos sa che contro di lui gioco molto molto aggressivo e cambia aggiunge qualcosa”. Il tennis è sempre più veloce”. Alla domanda se i ritmi estremi spiegano tanti infortuni, l’altoatesino risponde: “Forse sì, forse no. Ma oggi abbiamo anche strumenti e conoscenze migliori per prevenirli”.

 

 

Sinner: “Vincere uno slam un sogno, ma so già arrivare lontano”
Quindi un commento su che cosa è contento del lavoro con il suo team e su che cosa deve lavorare ancora: “Di sicuro sono più tranquillo in campo — risponde Sinner — Abbiamo trovato il giusto equilibrio fra di noi. Posso migliorare la tecnica: in tutti colpi. Ma del resto tiro forte con diritto, rovescio e servizio, no? Forse la mia tecnica è questa”. Per poi concludere: “Arrivare in fondo a uno Slam sarebbe il salto definitivo? Ci alleniamo tanto soprattutto per quello — finisce — Vincere uno Slam è sempre un sogno, ma ho già dimostrato di saper arrivare lontano nei tornei. Ora mi sento meglio, recupero meglio fra un punto e l'altro fra un match e l'altro. E i risultati che arrivano sono il frutto di un lavoro duro, di un investimento costante sul futuro”.

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