Mussolini migliore in campo. Ma non se ne può parlare

di Lorenzo Cafarchiodomenica 31 agosto 2025
Mussolini migliore in campo. Ma non se ne può parlare

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Mussolini entra ed è il panico. Ma Scurati e soci possono, per una volta, stare tranquilli. Non è il trailer della nuova stagione di M. Il figlio del secolo, ma l’esordio in serie A di suo pronipote. Il cronometro segna 81’56” e il tecnico Davide Nicola vuole dare una sferzata alla sua Cremonese. Nel campo di casa dello Zini durante il primo tempo, guidata da Vázquez, aveva messo alle corde il Sassuolo portandosi avanti alla fine del primo tempo. Però la compagine, capitanata da Domenico Berardi, era riuscita a ribaltare tutto siglando il 2-2. Mancano meno di 10 minuti alla fine della gara e il pubblico di Cremona- a seguito della vittoria con tanto di goal in mezza rovesciata di Bonazzoli a San Siro settimana scorsa contro il Milan sogna la vetta della classifica dopo due giornate. Allora torniamo all’80esimo. Nicola si gira verso la panchina e chiama Romano Floriani Mussolini. Il classe 2003 ha finito il riscaldamento ed è pronto all’ingresso sul rettangolo verde. Fascia destra, i maliziosi si sono già sintonizzati. Entra e sembra spiritato. Passano pochi secondi e con un elegante colpo di tacco libera un compagno verso l’area, ma la squadra avversaria recupera. Lo spettacolo è appena iniziato. All’83’10” viene imbeccato dal compagno Bianchetti. Stoppa il pallone, scarta il neroverde Candé e serve Okereke che sigla il 3-2. Gli spalti esplodono, ma Floriani Mussolini si è liberato del giocatore del Sassuolo con una spinta. Il gioco riparte. Passano cinque minuti e gli ospiti battono un calcio d’angolo.

Campanile. La difesa grigiorossa allontana a fatica, ma proprio il protagonista di queste righe tira fuori un’accelerazione prodigiosa mandando in tilt la difesa allenata dal campione del mondo Fabio Grosso. Innesca Manuel De Luca, dopo aver bruciato il campo, che a tu per tu con Muric si fa ipnotizzare dal portiere sassolese. L’agonismo ha travolto il giovane - il cartellino è di proprietà della Lazio - che è un iradiddio. Guida l’arbitro dell’incontro assegna cinque minuti di recupero. Passano 38 secondi dopo il 90esimo e Pezzella, il terzino sinistro della Cremonese, crossa il pallone al centro dell’area del Sassuolo. I difensori di casa sono imbambolati e Romano Floriani Mussolini, che prima ha conteso all’avversario la palla di testa, riesce a mettere il piede davanti a Fadera per intercettare la sfera. L’ex Como lo sgambetta e il direttore di gara fischia: calcio di rigore. Lo Zini è in festa. L’erede del Duce l’ha fatto di nuovo. Sul dischetto si presenta De Luca che calcia centrale, ma tanto basta per siglare il 3-2 finale. Cremonese a punteggio pieno.


In 10 minuti di serie A l’esterno ha collezionato un assist per una segnatura annullata, un passaggio illuminante per il centravanti non sfruttato e un rigore procurato. Uomo partita. E invece la palma di migliore in campo viene assegnata al compagno che ha siglato la marcatura dagli 11 metri negli istanti finali della gara. Una scelta, diciamolo senza il timore di essere smentiti, rivedibile. I giornali incoronano la prestazione. Il CorSera gli assegna 7 in pagella chiamandolo Floriani. Anche la Gazzetta ha adottato lo stesso nome e lo stesso voto, ma per la rosea il migliore dei grigiorossi è Vázquez. Tuttosport, che ha selezionato la dicitura Floriani Mussolini, opta per il 6.5 scrivendo «ingresso determinante».

Ognuno lo ha chiamato a sentimento, mentre lui ha optato per la maglia numero 22- con annessa polemica, che abbiamo riportato su queste colonne, da parte di Repubblica perché starebbe a evocare il 1922: la marcia su Roma. Articolo poi cancellato - e di mettere il suo nome di battesimo come indicazione sulla maglia. Quindi Romano 22. Lui ha detto, quando la Cremonese lo ha presentato, il «mio cognome? Pesante per altri, non per me». Anche per gli stessi che non hanno voluto designarlo, all’esordio nella massima serie, migliore in campo. Questo giovane calciatore, appena 22enne, dovrà convivere per tutta la carriera con l’eredità del cognome. Nei commenti, che circolano sui social, ovviamente i saputi dell’etere scrivono che il bisnonno era «campione di rovesciate» e amenità simili. Lo scorso anno a seguito del suo primo goal tra i professioni - in serie B con la casacca della Juve Stabia - il grido del pubblico che scandiva il cognome Mus-so-li-ni, a tutta voce, ha mandato in tilt l’antifascismo d’accatto. Romano Floriani Mussolini dovrà dribblare non solo gli avversari, ma anche le critiche e i nasi arricciati per tutta la sua carriera. E per ricevere gli onori, che sarà in grado di raggiungere, dovrà fare sempre qualcosa in più degli altri. Perché nei pruriti di chi non è mai uscito dalla storia pure il calcio, la cosa più importante delle cose meno importanti, diventa trincea. Ora appuntamento al 15 settembre contro il Verona, per vedere quante cose buone farà nel panorama del calcio italiano Romano Floriani Mussolini.