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Antonio Conte può preparare la sfida all'Inter da sfavorito: il suo pane

Il Napoli arriva alla partita contro i nerazzurri senza i favori del pronostico. Esattamente il contesto in cui il mister dei partenopei dà il meglio...
di Claudio Savelligiovedì 8 gennaio 2026
Antonio Conte può preparare la sfida all'Inter da sfavorito: il suo pane

2' di lettura

Il Napoli regala un tempo, l’Inter se lo prende. Sembra essere la situazione peggiore per Conte, invece può rivelarsi paradossalmente perfetta per preparare lo scontro diretto. Il tecnico salentino sembra essersene accorto fin dal fischio finale del Maradona: niente scenate, niente urla, solo calcolo. Ha esordito dicendo «faremo la conta» e «andremo a giocare con una finalista di Champions».

Parole pesate col bilancino, pronunciate dopo aver smorzato le faccende arbitrali sulle quali stavolta aveva tutto il diritto di polemizzare: tra decisioni cervellotiche di un direttore di gara inadeguato e un Var ormai degradato a moviola in campo, il materiale per l’incendio c’era tutto. Invece, Conte si è presentato con l’estintore, lasciando solo qualche fiammella con quel (sacrosanto) «Hojlund dovrebbe amputarsi un braccio?». Perché?

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Perché è il terreno che predilige ed è quello su cui il Napoli, al momento, poggia meglio i piedi. Il pareggio lo teneva dietro l’Inter a prescindere dal risultato di Parma, quindi tanto valeva vestire i panni della vittima sacrificale che andrà nella tana del leone.

In conferenza stampa ha detto solo cose strategiche, dimostrando un controllo totale della situazione anche in un momento (il pareggio casalingo) che sa di sconfitta. E questo non è scontato per uno che storicamente di fronte ai passi falsi tende a perdere il controllo e a parlare d’istinto. Che sia maturato? Viene quasi da pensare che la calma di Chivu stia educando per osmosi anche il rivale. Sarebbe strano, ma interessante. In ogni caso, il risultato è che la contesa viene riportata al campo. E sul campo, le forze sono pari. Il Napoli ha regalato il primo tempo al Verona per un approccio morbido, figlio di quell’apatia tipica dei turni infrasettimanali, ma nella ripresa ha dimostrato che la forza dell’ultimo periodo è ancora in canna.

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Evidentemente giocare ogni tre giorni non permette a Conte di ricaricare le batterie nervose dopo le fatiche in panchina. Perché Conte le partite le gioca fisicamente, le telecomanda, e la sua stanchezza diventa quella della squadra. Ora si va verso uno scontro diretto decisivo perché il distacco può diventare importante o essere quasi annullato. Ma state certi che, da qui a domenica, nessuna delle due lo descriverà come tale.