Libero logo

Milano-Cortina, Boldi non può sfilare: il recordman di canne sì

Il moralismo politicamente corretto, come tutti i moralismi, è anzitutto una forma sistematica di doppiopesismo
di Giovanni Sallustigiovedì 5 febbraio 2026
Milano-Cortina, Boldi non può sfilare: il recordman di canne sì

3' di lettura

Il moralismo politicamente corretto, come tutti i moralismi, è anzitutto una forma sistematica di doppiopesismo. Per cui l’importante non sono le parole o le azioni, ma chi le pronuncia o le realizza, per il Politburo dei censori Woke, ultimo caso di oligarchia auto-proclamata. Riportiamo un esempio appena sfornato dalla cronaca. Se sei un comico fieramente nazional-popolare e mai intruppato nell’egemonismo progressista, uno che si è superbamente accontentato di intrattenerci a Cinepattoni senza rifilarci pistolotti sulla Costituzione in prima serata, e ti scappa una battuta più greve della media, così smaccatamente sessuofila da essere in fondo ludica, vai cacciato con ignominia dal prestigioso club dei Tedofori. Se invece sei una star planetaria dell’hip hop, sufficientemente maudit ma sempre dalla parte giusta, se a suo tempo hai spiegato i 10 motivi per votare Barack Obama e poi hai aderito pubblicamente alla campagna per tagliare i fondi alla polizia, la fiaccola olimpica è per definizione roba tua, anche se hai un pregresso non esattamente ispirato ai valori sportivi.

È la strana storia di Massimo Boldi e Snoop Dogg, del Cipollino di Lucino e dell’icona musicale californiana. Il primo è stato bandito dai portatori di torcia in quanto portatore di bieche usanze retrive. In un’intervista al Fatto Quotidiano, si è definito “un grande atleta” di una disciplina particolare: “la figa”. “Anche se devo ammettere, con gli anni la forma cala un po’”. Nemmeno l’autoironia sminuente lo ha salvato dal Soviet delle Buone Maniere, nelle vesti del Comitato organizzatore dei Giochi: “opinioni incompatibili con i valori olimpici”. Non erano opinioni, era una battuta un po’ barcollante tratta a forza dal Derby Club degli anni Ottanta, edonismo reaganiano in salsa brianzola volgarmente démodé. Ma bisogna essere inflessibili, signori, sono i valori olimpici. Poi ieri, in quel di Gallarate, ti spunta a brandire la fiamma Calvin Cordozar Broadus Jr., in arte Snoop Dogg.

Milano-Cortina, Ivanie vede il bidet e impazzisce

Solo commenti di apprezzamento per i villaggi olimpici di Milano-Cortina: gli atleti coinvolti nelle gare hann...

Quintessenza del rapper a stelle e strisce, non solo al microfono. Già membro di una gang affiliata al famigerato gruppo dei Crips, condannato e finito in prigione diverse volte per possesso e spaccio di droga, una divagazione artistica nel porno sia come attore che come produttore (nulla quaestio per degli spelacchiati libertari come noi, ma stando alle regole degli ayatollah a cinque cerchi “sessualizza” di più la donna chi nomina il suo organo riproduttivo o chi ne fa il protagonista indiscusso di primi piani prolungati?). Essì, cari vergatori di lettere scarlatte, se è grave una freddura troppo da bar (e per noi non lo è), come definire la rivendicazione di uno stile di vita a base di 80 canne al giorno, amabilmente sciorinata anni fa da Snoop Dogg in una chiacchierata con GQ? Certo, siamo sempre lì, quella è pur sempre tossicodipendenza patinata, la sparata boldiana ha l’insopportabile difetto di essere pronunciata ormai solo in contesti rurali.

Eppure, la seguente uscita del rapper, per quanto rilasciata al luccicante Jimmy Kimmel Live, è dura da ignorare, scomodando direttamente la materia Sport: «Le leghe sportive devono smettere di includere la marijuana nei test antidoping e consentire agli atleti di usarla come alternativa ai farmaci». Libertà d’espressione, peraltro praticata da chi vive in uno Stato, la California, dove la sostanza in questione è legale? Certamente, ma ecco, come dire, esimia polizia morale di stanza tra Milano e Cortina, lo sarà anche la dichiarazione di gradimento teoretico, e di frequentazione pratica, dell’origine del mondo?

Milano-Cortina, epidemia di norovirus: chi sono i primi contagiati

Epidemia di un virus nella nazionale finlandese femminile di hockey su ghiaccio alla vigilia dell'esordio alle Olimp...