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Milano-Cortina, la verità sul dramma di Lindsay Vonn: "Il crociato non c'entra"

di Lorenzo Pastuglialunedì 9 febbraio 2026
Milano-Cortina, la verità sul dramma di Lindsay Vonn: "Il crociato non c'entra"

2' di lettura

L’infortunio di Lindsey Vonn nella discesa olimpica alle Tofane di Cortina ha gelato pubblico e addetti ai lavori. Pochi secondi dopo il via, la campionessa americana è caduta in modo violento, restando a terra tra urla di dolore e costringendo gli organizzatori a interrompere la gara per oltre venti minuti. Il sogno dell’ultima Olimpiade si è chiuso lì, con il trasporto in elicottero verso l’ospedale e un silenzio irreale calato sulla pista.

In un primo momento, molti hanno collegato subito la caduta al ginocchio sinistro già lesionato, protetto solo da un tutore. La scelta stessa di gareggiare in quelle condizioni è stata giudicata da più parti come un azzardo eccessivo. Eppure, rivedendo con attenzione la dinamica, emerge un quadro diverso. Vonn, che proprio su quella pista aveva mostrato segnali incoraggianti nelle prove, non è caduta per un cedimento dell’articolazione, ma per una sfortunata concatenazione di eventi.

La moviola chiarisce tutto. Nel tratto dell’Olympia delle Tofane poco sopra lo “Schuss”, in una curva a destra con un dosso in leggera salita, la statunitense viene sbalzata in aria. In quel momento una bacchetta tocca il paletto: un contatto minimo, ma decisivo. Nel tentativo di recuperare equilibrio in volo, Vonn atterra con gli sci quasi perpendicolari alla linea di massima pendenza, perde aderenza e viene nuovamente proiettata in aria, ricadendo in modo scomposto.

“Ha perso il controllo per l’inforcata con il bastoncino, poi le leggi della fisica hanno fatto il resto”, ha spiegato Paolo De Chiesa analizzando le immagini. Sulla stessa linea anche Kristian Ghedina: “Era molto vicina al cancelletto, l’ha centrato troppo e ci è rimasta agganciata”. Un errore, dunque, amplificato dalla velocità e dalla sfortuna. Come ha sintetizzato Peter Gerdol, direttore della Coppa del Mondo: “Poteva succedere a chiunque, ma purtroppo è successo lì”. Un epilogo amaro per una delle più grandi interpreti della velocità.