Alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, durante le prove cronometrate dello skeleton a Cortina d'Ampezzo, l'atleta ucraino Vladyslav Heraskevych – portabandiera dell'Ucraina alla cerimonia d'apertura – ha indossato un casco personalizzato per tenere alta l'attenzione sulla guerra russa in corso da quattro anni.Il casco recava le immagini di diversi connazionali atleti uccisi nel conflitto: la pesista adolescente Alina Peregudova (morta a 14 anni a Mariupol), il pugile Pavlo Ischenko, il giocatore di hockey Oleksiy Loginov, l'attore e atleta Ivan Kononenko, il tuffatore e allenatore Mykyta Kozubenko, il tiratore Oleksiy Habarov e la ballerina Daria Kurdel.
"Alcuni di loro erano miei amici", ha spiegato Heraskevych a Reuters dopo la sessione di allenamento.Il gesto è un seguito alla promessa di usare i Giochi per denunciare l'invasione: già a Pechino 2022, poco prima dell'attacco russo, aveva mostrato un cartello "No War in Ukraine".
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Come sta Lindsey Vonn? L'attenzione degli appassionati di sport invernali è tutta focalizzata sulla scia...Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha però reagito rapidamente: ha contattato il Comitato ucraino per chiarimenti e, secondo quanto riferito dall'atleta, un rappresentante CIO gli ha comunicato il divieto di indossare il casco in competizioni ufficiali o allenamenti successivi, in base alla regola 50.2 della Carta Olimpica, che proibisce "qualsiasi tipo di dimostrazione o propaganda politica, religiosa o razziale" nei siti olimpici. Heraskevych ha definito la decisione "devastante" e "che spezza il cuore" sui social. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lo ha difeso con forza su X: "Il suo casco reca i ritratti dei nostri atleti uccisi dalla Russia [...] ha ricordato al mondo il prezzo della nostra lotta. Questa verità non può essere imbarazzante o etichettata come manifestazione politica. Lo sport è per la pace, l'Ucraina ci crede; la Russia dimostra il contrario".




