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Milano-Cortina, Giacomel e Ghiotto: l'ultima occasione dei due grandi delusi

di Claudio Savellimartedì 17 febbraio 2026
Milano-Cortina, Giacomel e Ghiotto: l'ultima occasione dei due grandi delusi

3' di lettura

Tornano sulla neve e sul ghiaccio due “ragazzi d’oro” che l’oro, finora, lo hanno visto solo al collo degli altri. Davide Ghiotto e Tommaso Giacomel oggi si incrociano in un contrappasso bellissimo e necessario: dopo essere crollati sotto il peso insostenibile delle aspettative individuali, cercano la redenzione nella dimensione della squadra.

Può essere un passaggio psicologico fondamentale che peraltro Giacomel ha già dimostrato in apertura di questi Giochi, vincendo l’argento nella staffetta mista del biathlon. In team non si subisce la tensione paralizzante del singolo, quella che ti blocca le gambe sul ghiaccio o ti fa tremare il dito sul grilletto. Potranno appoggiarsi ai compagni, respirare la loro aria, correre anche e soprattutto per loro.

L’ansia negativa, quella che ti fa sentire solo contro il mondo, si diluisce nel “noi”. E per due atleti dalla sensibilità spiccata come loro, questa può essere la Anche l’orario sembra unire il destino di Ghiotto e Giacomel. Alle ore 14.30 ad Anterselva scatta la staffetta 4x7,5km maschile di biathlon, stesso orario in cui inizierà la semifinale dell’inseguimento a squadre di pattinaggio velocità. Nella staffetta del biathlon l’Italia spariglia le carte con un quartetto inedito e coraggioso, disegnato per proteggere e lanciare i suoi talenti: la frazione d’apertura sarà affidata alla solidità di Patrick Braunhofer, mentre il secondo segmento vedrà in azione l’esperienza infinita di Lukas Hofer.

Il testimone passerà poi alla novità Nicola Romanin in terza frazione, una scelta a sorpresa per lasciare a Giacomel l’onore e l’onere della chiusura, il momento in cui si decidono i destini.
La concorrenza è spietata: Francia e Norvegia giocano un altro campionato e sembrano praticamente inarrivabili, ma dietro possiamo spuntarla su Germania e Svezia. Sul ghiaccio dell’Oval, nessuna sorpresa: il terzetto è sempre quello composto da Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti (con Riccardo Lorello riserva). Il tempo stampato ai quarti di finale è il migliore ma, come hanno ricordato gli azzurri, non è detto che gli altri abbiano spinto al massimo.

La semifinale di lusso contro i Paesi Bassi, maestri storici della disciplina, è infatti pericolosa, mentre dall’altra parte si sfideranno gli Stati Uniti e la Cina. A seguire si terranno subito le finali per le medaglie.
Per Ghiotto e Giacomel è l’occasione della vita per riscrivere la narrazione di questi Giochi. Davide deve cancellare l’amarezza dei 10mila metri, dove tutti davano per scontata non solo una medaglia, ma proprio quella d’oro.

Aspettative che hanno trasformato il piacere di un’Olimpiade in un dovere, bloccandogli la mente, prima che le gambe. Oggi, con Giovannini e Malfatti a tirare con lui nel trenino azzurro, quel dovere torna a essere una missione condivisa, un ritmo da scandire insieme. Tommaso deve scacciare i fantasmi del poligono apparsi nelle gare individuali, dove la mente non era sgombra come serviva. Nella staffetta non sarà solo: troverà l’energia di un gruppo di cui è leader tecnico, ma in una gara in cui l’individuo non può vincere senza il collettivo. Soprattutto, Ghiotto e Giacomel oggi non sono i favoriti.
Questo rende tutto più leggero e, in caso di medaglia, senz’altro più bello.