Sigarette, carboidrati e… filler sul pene? Sembra la barzelletta dell’anno, invece è la storia vera che sta facendo il giro dei giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Un chirurgo italiano, l’andrologo e sessuologo Alessandro Littara, si è ritrovato improvvisamente nel mezzo di un polverone incredibile per aver raccontato un episodio che ha dell’incredibile.
Secondo il medico, infatti, una persona gli avrebbe chiesto un trattamento a base di acido ialuronico, ben 20 ml di filler “per aumentare peso e volume” nella zona genitale. E qui uno si chiede: ma stiamo parlando di autostima o di calcoli aerodinamici?
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Le Olimpiadi per una volta possono attendere. Dal punto di vista sportivo i giochi di Milano-Cortina non saranno stati m...Littara non fa nomi né conferma che fosse un atleta professionista, ma ammette che, se “leggendo dei vantaggi aerodinamici, l’ipotesi può stare in piedi”, allora il dubbio diventa inquietante. Cos’è questo cosiddetto “filler aerodinamico”? Una moda da bar dello sport o una trovata da geni del male? In pratica, l’idea sarebbe quella di aumentare la superficie del corpo nel punto critico del cavallo, così da sfruttare più materia, più volume… e forse qualche metro in più in volo.
Il tutto con acido ialuronico, la stessa sostanza che milioni di persone usano per riempire labbra e zigomi. Nelle settimane che hanno anticipato l’inizio dell’olimpiade, diversi saltatori avrebbero fatto ricorso a iniezioni sottocutanee di filler nelle zone genitali. Littara racconta a Fanpage.it: “È venuta da me una persona… aveva bisogno delle mie cure per un problema di autostima e risolvere il disagio di svestirsi in uno spogliatoio”. E qui la sceneggiatura si fa surreale: sarebbe venuto per un tema personale, ma a leggere certi retroscena, pare che il vantaggio competitivo ci sia eccome.
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Studentessa, modella, icona pop. Eileen Gu, 23 anni, nata a San Francisco da madre cinese e padre americano, non è...Il chirurgo confessa che “venti millilitri di prodotto aumentano volume e peso, forse anche una taglia di biancheria”, e ammette che in sport dove “ogni millimetro conta” il confine tra buffonata e ingegneria dei tessuti applicata allo sport è fin troppo sottile. Di certo, il gossip è servito: dagli spogliatoi alle piste di salto, ora tutti si chiedono se il fenomeno sia una mera leggenda metropolitana o l’ultima frontiera del “doping meccanico”. Nel dubbio, il chirurgo si trincera dietro il segreto professionale, e il mondo si chiede: davvero qualcuno ha provato a gonfiare la prestazione a Milano-Cortina? Per la FIS (Federazione Internazionale Sci) sono "voci infondate", ma la WADA ha già acceso i riflettori su questa “penosa” nuova frontiera del doping.




