Il tennis non è tutto. Con alcuni avversari bloccati a Dubai a causa della guerra, Jannik Sinner tiene a precisare che "ci sono alcune cose che non possiamo davvero controllare" e il conflitto esploso in Medio Oriente "è sicuramente una di quelle. Penso e credo che l'Atp e tutti stiano cercando di fare le scelte migliori possibili, per farci sentire il più sicuri possibile, ed è l'unica cosa che posso dire". Alla vigilia del suo debutto al torneo di Indian Wells, il numero due al mondo fa riferimento direttamente ai giocatori che si trovano nel Golfo: "Ovviamente spero che tutti siano al sicuro e che possano venire qui a giocare o anche tornare a casa. Dipende da cosa vogliono fare. Ci sono alcuni scenari che non possiamo controllare, quindi ho cercato ovviamente di rimanere concentrato ma ti rendi anche conto che nella vita ci sono cose molto più importanti che giocare a tennis. Credo che noi giocatori abbiamo una buona protezione intorno a noi e spero che anche gli altri giocatori la pensino così".
Tornando però alla sua preparazione, l'altoatesino si dice soddisfatto: "La mia preparazione sta andando molto bene. Questo è un posto speciale. Ovviamente, non aver potuto partecipare l'anno scorso lo rende ancora più speciale, e speriamo che sia un grande torneo. Sono molto contento di come mi sento in campo e ovviamente vogliamo arrivare il più lontano possibile nel torneo. Allo stesso tempo, cerchiamo anche di migliorare un paio di cose".
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"Bisogna comunque puntare su Sabalenka perché ha le armi. In questo momento, per come stanno andando le cose...In particolare dopo gli ultimi due ko (prima contro Djokovic poi contro Mensik), "sto cercando di essere un po' più aggressivo a volte sulla linea di fondo, e poi vedremo come andrà. Cerchiamo sempre di migliorare il gioco. Credo che stiamo facendo un ottimo lavoro. È stata una settimana di allenamenti molto dura per me. Abbiamo trascorso molte, molte ore ad allenarci".




