La Rete non perdona e alla fine il nome del "brasiliano top" del Milan che la giornalista messicana Ines Sainz ha accusato di averla molestata sessualmente è spuntato: si tratterebbe di Rivaldo, l'ex nazionale verdeoro, trequartista del Barcellona che ha vestito la maglia rossonera tra 2002 e 2004.
Era stata la stessa Sainz, tra le più famose giornaliste sportive del mondo latino-americano, a rivelarlo qualche tempo fa senza scendere nei dettagli. Nelle ultime ore, invece, il meccanismo è stato inverso: la donna ha spiegato che il giocatore aveva tentato di abbracciarla e baciarla, senza però fare il nome. "Non è Kakà, lui è un gentiluomo", ha aggiunto a scanso di equivoci. I fattacci denunciati dalla Sainz sarebbero avvenuti nel 2002, quando Rivaldo era appena approdato a parametro zero al Milan: all'epoca dei fatti lui aveva 30 anni e Ines 24.
La Sainz, oggi 47 anni, ha di nuovo parlato di quanto accadutole oltre 20 anni in un podcast. Nel 2002, essendo in Italia, aveva chiesto e ottenuto una intervista esclusiva con Rivaldo, Pallone d'Oro pochi anni prima e superstar del momento. Il calciatore, appena laureatosi campione del Mondo, alloggiava in un hotel in zona Stazione Centrale a Milano. L'accordo era di effettuare l'intervista "nel salottino della suite" del brasiliano.
"Salgo assieme alla videomaker. Ci riceve il suo agente, ma a un certo punto si inventa qualcosa per far uscire la mia operatrice e mi viene chiusa la porta. Allora ho iniziato a sentire che la cosa si stava mettendo male. Così quando è arrivato il giocatore, gli ho detto: ‘Senti, fai entrare la mia operatrice perché abbiamo poco tempo'".
"Ho iniziato a sentire l'atmosfera pericolosa – ha continuato la Sainz – Ho pensato: questa è una trappola. Allora ho fatto la finta tonta, perché fare la finta tonta funziona per non fargli capire che ti sei accorta, mentre invece stai già pensando a come uscirne. Intanto lui iniziava ad avvicinarsi, ad avvicinarsi, ad avvicinarsi… mi ha toccato, voleva abbracciarmi e baciarmi. Io dicevo ‘no, no'. Un momento terribile".
La giornalista, anche cintura nera di taekwondo, ha però reagito: "Ho tirato fuori tutta la forza che avevo e gli ho dato un calcio nei testicoli. Poi ho iniziato a bussare forte sulla porta. A quel punto è arrivata la mia operatrice e ha aperto la porta. Se era bello? Macché, era orribile. Perché l'ho tenuto nascosto? Per proteggere anche la mia carriera, lui era molto famoso. Avrei potuto rovinargli la carriera, ma ho pensato anche alla mia. Se sei quella che crea problemi a tutti, ti assicuro che poi ti chiudono tutte le porte".
"Non dirò mai il suo nome", ha ribadito la Sainz al suo intervistatore. Ma nel 2010 aveva già fatto il nome di Rivaldo: "Mi disse di incontrarlo in un luogo preciso per l'intervista, ma quando arrivai non mi sentii a mio agio. Sentii che non era sincero e che, in effetti, aveva qualcos'altro in mente… Me ne andai subito e non gli chiesi mai più l'intervista. Pensai: ‘È pazzo, che comportamento poco professionale'". Ora, purtroppo per l'ex milanista, tutto sembra tornare.




