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Sinner, la ragnatela e la faccia cattiva dopo il punto choc contro Tiafoe: tutto torna

venerdì 27 marzo 2026
Sinner, la ragnatela e la faccia cattiva dopo il punto choc contro Tiafoe: tutto torna

3' di lettura

Dominio. Si fa fatica a descrivere diversamente una partita che doveva confermare certezze e quella con Frances Tiafoe ha fatto esattamente questo: Jannik Sinner è, allo stato attuale, l’uomo da battere. Oltre ogni ranking conta l’evidenza dei fatti, l’oggettività del percorso. Il 6-2 6-2 con cui liquida Tiafoe nei quarti del Miami Open, in appena un’ora e undici minuti, racconta solo in parte la distanza vista in campo. Perché il numero 20 del mondo prova anche a cambiare strategia, suggerito dal suo angolo a evitare le diagonali e cercare soluzioni più centrali.

Tutto inutile nella forma e nella sostanza. Sinner fa il Sinner, versione prime: legge tutto, anticipa tutto, gioca sempre un colpo prima dell’avversario. La partita si indirizza subito, con il break nel primo game, un segnale chiaro di come sarebbe andata a finire.

Da lì in poi è un controllo costante, senza mai concedere l’impressione che il match possa sfuggirgli. Nel secondo set il copione si ripete: break al terzo gioco, un unico passaggio a vuoto ai vantaggi nel sesto, sempre gestito con lucidità, e poi l’allungo definitivo con un game perfetto in risposta. La chiusura, naturalmente, è un ace. Uno dei 14 messi a segno, a completare una prestazione quasi impeccabile.

NUMERI E SENSAZIONI

I numeri, del resto, sono quelli dei giorni migliori: 83% di punti vinti con la prima, 69% con la seconda, 15 vincenti di diritto e un performance rating di 9,7 su 10 secondo Tennis Insights. Più dei numeri, colpisce la sensazione visiva di controllo totale, al servizio, come in risposta. Sinner serve e risponde meglio di chiunque altro e costruisce da lì una superiorità che diventa, gioco dopo gioco, impossibile da scalfire.

Dopo Michelsen, un leggero calo fisico aveva acceso una piccola spia. Nulla di più. Il giorno di riposo ha rimesso ordine e la risposta contro Tiafoe è stata netta, definitiva. «L’inizio della partita è molto importante e partire con un break dà fiducia. Possono esserci alti e bassi, ma cerco sempre di restare calmo», ha spiegato a fine match. Parole che come al solito restituiscono l’immagine di un campione che sa gestire momenti e situazioni durante tutto il match.

La sua è ormai una ragnatela tecnica e tattica, dentro la quale gli avversari finiscono per impigliarsi senza trovare via d’uscita; perché sa unire alla sua costanza di ribattitore, l’imprevedibilità dell’anticipo sui colpi. Anche Tiafoe, con il suo tennis istintivo, si è ritrovato progressivamente svuotato di soluzioni, costretto a inseguire fin da subito senza mai davvero avvicinarsi. I numeri allargano ulteriormente il quadro: sono 15 le vittorie consecutive nei Masters 1000, per un totale di 30 set vinti di fila e la sensazione che non sia finita qui. Una striscia, ancora aperta, che attraversa Parigi-Bercy, Indian Wells e ora Miami, dove Sinner è diventato il primo giocatore dal 1985 a vincere 14 partite consecutive nel “Sunshine Double” senza concedere set. E sempre in Florida centra la quarta semifinale nelle sue prime cinque partecipazioni. Anche questo è un record.

La prospettiva, inevitabilmente, si sposta più in là. Perché il prossimo passo è la semifinale, ma sullo sfondo si staglia sempre più chiaramente il “Sunshine Double”, impresa riuscita a pochissimi tra gli uomini, Courier, Chang, Agassi, Sampras, Djokovic e che manca dal 2017, quando a firmarla fu Roger Federer. Sinner è lì, a due partite da qualcosa che pesa davvero.