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Jannik Sinner gela Joao Fonseca: "Cosa significa il dritto migliore?"

di Roberto Tortoravenerdì 10 aprile 2026
Jannik Sinner gela Joao Fonseca: "Cosa significa il dritto migliore?"

2' di lettura

C’è chi gioca a tennis e vince con grande regolarità, vedi Jannik Sinner, e chi, invece, compila classifiche strambe. L’ultima arriva dal giovane brasiliano João Fonseca, uno che il talento ce l’ha davvero e lo ha dimostrato anche agli ottavi del Masters di Monte Carlo contro il nostro Berrettini, ma che, a quanto pare, ama anche distribuire medaglie immaginarie.

La scenetta surreale avviene, però, con Sinner subito dopo aver battuto Mahac (6-1;6-7;6-3), nella conferenza stampa post-partita. L’altoatesino si presenta e gli viene fatta una domanda surreale da uno dei giornalisti presenti: "Ti faccio una domanda per curiosità. Prima è venuto Fonseca e ha stilato una classifica dei dritti più forti del circuito. Ha detto: Alcaraz il primo, poi Jannik, poi ci sono io, poi Berrettini e poi Tsitsipas. La condividi? Ti ritrovi?". 
 

Sinner e la classifica di Fonseca: guarda qui il video su Youtube

Una graduatoria “creativa” stilata proprio da Fonseca. E qui il numero due al mondo, di solito glaciale, lascia filtrare più di un dubbio: "Cosa vuol dire ‘il dritto migliore'? Il più efficace e su quale superficie?". La replica: “Lui ne ha parlato in generale". E allora Sinner, con grande arguzia, trova una risposta degna, l’unica meritevole per un quesito così strampalato: "Eh sai, non lo so. Sicuramente un mix tra tutti questi nomi produrrebbe un buon dritto". Chiaramente Alcaraz ne ha sorriso più di qualcuno e lo stesso spagnolo, con una punta di autocelebrazione, ha ammesso di condividere. Ma il punto è un altro. Sinner non si lascia trascinare nel giochino. Parla di condizioni fisiche, di partite, di obiettivi veri. Il ranking? “Secondario”.

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Le etichette? Ancora meno. Gli obiettivi di Jannik sono cristallini: “Non c'è molto da dire. Non so se lui ha giocato a Madrid l'anno scorso, non credo. Quindi c'è solo questo torneo che è un po' in palio e basta, no? E non sto neanche a rincorrere questa cosa, perché sennò giocherei anche la prossima settimana, farei tutto di più. Questo torneo lo gioco perché è a casa, perché l'allenamento migliore è la partita ed è buono avere subito un feedback sulla terra rossa. Dopo questo torneo capiremo su cosa dobbiamo lavorare. Però alla fine, sia lui che io giochiamo per vincere i titoli, no? La classifica in sé, secondo me, è secondaria in questo momento. I tornei più importanti che arriveranno saranno Parigi e Wimbledon".

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