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Jannik Sinner e il gap mentale: "Cosa cambia senza Alcaraz", la sentenza di Pescosolido

di Lorenzo Pastugliamartedì 5 maggio 2026
Jannik Sinner e il gap mentale: "Cosa cambia senza Alcaraz", la sentenza di Pescosolido

2' di lettura

Una vittoria pesantissima a Madrid, dopo Montecarlo, e ora l’obiettivo di inseguire il tris agli Internazionali d’Italia di Roma. Jannik Sinner arriva nella Capitale da numero uno del mondo e con una superiorità sempre più evidente nel circuito. Lo crede anche Stefano Pescosolido, ex azzurro di Coppa Davis e oggi coach e commentatore, come dichiarato nell’intervista a Fanpage: “Quello che impressiona di più è questa qualità dei grandissimi giocatori — esordisce — quando sale il livello dell’avversario, lui gioca il miglior tennis. Serviva una prestazione così per battere Zverev e lui ha fatto tutto bene. È stato praticamente perfetto, non ha concesso nulla”.

Il segreto sta anche nella gestione del campo: “Quando gioca così aggressivo, toglie tempo agli avversari — prosegue Pescosolido — Zverev ha bisogno di costruire e soffre tremendamente questa cosa”. Un dominio che si traduce anche in un vantaggio psicologico: “Quando vai a giocare contro di lui sai che devi essere perfetto e potrebbe non bastare. Non c’è scampo”. Dal vivo, l’impatto sarebbe ancora più netto: “Avevi la sensazione che potessero giocare due giorni e non sarebbe cambiato nulla — aggiunge l’ex tennista — Comanda sempre lui, anticipa, prende la palla prima. Il servizio è migliorato tantissimo e la risposta è praticamente la migliore del circuito”.

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Il risultato così è che Sinner oggi riesce a giocare su qualsiasi superficie: “Un campione come lui si adatta a tutto. Sulla terra non è una sorpresa, la differenza è nel modo in cui vince, perché non concede nulla”. Anche quando parte più lentamente: “Magari ha un set storto, ma poi parte e diventa inarrestabile”. Il confronto con Carlos Alcaraz resta inevitabile, ma per Pescosolido il gap è soprattutto mentale: “Non credo che avrà problemi anche se Alcaraz non c’è — dice ancora — Lui mentalmente ha dimostrato di essere decisamente superiore. Se c’è o non c’è Alcaraz cambia il valore della vittoria, ma se non c’è vinci comunque e negli annali resta il tuo nome”.

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Proprio l’aspetto mentale è la chiave: “Devi stare sempre al massimo, non è semplice. Ma ha dimostrato di saper gestire tutto, dentro e fuori dal campo”. Guardando agli Slam: “In sette partite un momento negativo può capitare — conclude — ma lui ha dimostrato più volte di saperne uscire”.