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Adriano Panatta ai piedi di Sinner: "Gli altri se stanno male perdono, lui..."

di Lorenzo Pastuglialunedì 18 maggio 2026
Adriano Panatta ai piedi di Sinner: "Gli altri se stanno male perdono, lui..."

2' di lettura

Alla fine si è emozionato persino lui, sul palco allestito in mezzo al Centrale, nello stesso torneo nel quale nel 1976 si prese il titolo. “Lo sapete che sono un vecchio cinico romano, però quando il pubblico mi ha fatto quell’applauso all’inizio è stato bello”, ha raccontato Adriano Panatta, sfogando le sue emozioni, nell’editoriale a La Gazzetta dello Sport. Proprio il Centrale è il campo che 50 anni fa gli cambiò la carriera, e che domenica lo ha visto protagonista mentre il titolo da lui vinto passava nelle mani di Jannik Sinner, nuovo re di Roma.

Il numero uno del mondo ha battuto Casper Ruud con un doppio 6-4, conquistando per la prima volta gli Internazionali d’Italia anche davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un successo storico, perché riporta il titolo maschile in Italia mezzo secolo dopo l’impresa di Panatta. “Cinquant’anni sono tanti e io sono davvero felice — ha raccontato l’ex campione romano — Roma aspettava un tennista così da moltissimo tempo. Volevo consegnargli questo famoso testimone, perché parliamo di Jannik Sinner, il più forte giocatore del mondo. Per me è un motivo di orgoglio”.

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Panatta non ha mai avuto la sensazione che la finale potesse sfuggire all’altoatesino: “Sono sempre stato convinto che avrebbe vinto. Ruud è un avversario solido, ma Jannik ha mostrato maturità, calma e coraggio nei momenti decisivi”. E poi ha aggiunto alla Gazzetta: “Oltre a essere un campione, anzi un fuoriclasse, è un bravissimo ragazzo, educato e perbene”. La vittoria conferma un dominio impressionante. Per Sinner è il 29° titolo Atp, il decimo Masters 1000 e la 34ª vittoria consecutiva in questa categoria. 

A 24 anni, Sinner diventa inoltre il più giovane di sempre a completare la collezione di tutti i nove Masters 1000. “Ha una continuità mentale straordinaria, non regala nulla e non si mette a fare il fenomeno. Questa è la qualità dei veri numeri uno”, ha concluso Panatta. Poi, durante l’abbraccio in premiazione, una battuta già proiettata verso Parigi: “Ti aspetto anche lì” E Sinner, sorridendo, ha risposto semplicemente: “Speriamo”.

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