Jannik Sinner si è presentato al Roland Garros con una mini-conferenza stampa di protesta insieme agli altri giocatori del circuito. Il numero 1 al mondo ha spiegato che i tennisti stanno portando avanti una battaglia sindacale su temi come l’aumento dei montepremi, le pensioni e il processo decisionale sui calendari dei tornei. "Non è qualcosa contro i giornalisti", ha chiarito Sinner, "ma è giusto dare un segnale. I giocatori sono molto uniti. Dobbiamo aspettare oltre un anno per una piccola risposta, non è bello".
Tra i punti più rilevanti sollevati dall’azzurro c’è proprio il tema delle pensioni: "Quando la carriera finisce si spera di ricevere una pensione…". Ha aggiunto critiche anche sul fatto che tre Slam inizino di domenica e sulla scarsa voce in capitolo dei giocatori nelle decisioni.Con questo intervento, Jannik Sinner sta di fatto rubando il lavoro a Maurizio Landini: parla come un sindacalista, difende i diritti dei lavoratori (in questo caso i tennisti), chiede più tutele economiche per il futuro e maggiore democrazia nelle scelte che riguardano la categoria.
Un ruolo inedito per un campione che, invece di limitarsi a racchette e trofei, si fa portavoce di battaglie collettive.Sul piano sportivo, Sinner arriva a Parigi reduce da 5 titoli consecutivi, tra cui gli Internazionali d’Italia di Roma. Si dichiara pronto e motivato: "Il Roland Garros è un torneo speciale", ha detto ricordando la finale persa l’anno scorso contro Alcaraz. Resta il grande favorito del torneo.




