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Fabio Capello spiega perché il Milan è finito: "Incredibile. Inglesi e americani..."

venerdì 29 maggio 2026
Fabio Capello spiega perché il Milan è finito: "Incredibile. Inglesi e americani..."

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A infierire sulla situazione già disastrosa in casa Milan c'è Fabio Capello che, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha riservato parole durissime alla squadra con cui, da allenatore, ha vinto cinque scudetti e una Champions League. 

La prima critica va a Gerry Cardinale e ai nomi che stanno circolando in queste ore per il ruolo di dirigente: "Leggo di possibili direttori sportivi inglesi o americani quando quelli italiani sono un'assoluta eccellenza. Ma perché? Incredibile. Sembra di essere alla fiera dell'est. Sono scioccato".

Ma Capello non se la prende solo con i piani alti: "Da quali giocatori ripartirei? Molti di quelli che sono scesi in campo nelle ultime partite li manderei via". Dunque, secondo Don Fabio, i problemi non riguardano solamente la società ma anche un gruppo di giocatori non all'altezza. "Nella prima parte di stagione hanno giocato un calcio quanto meno efficace. Ma se sei il Milan non puoi passare da 100 a 50 nel giro di poche settimane".

Quando gli viene chiesto cosa sarebbe necessario fare per far guarire questo Milan, però, Capello non ha una risposta certa: "È una domanda difficile a cui rispondere. Prima di mandare via tutti, bisognava risalire a un perché. Se lo si individua, allora si è a buon punto. Sennò non si possono fare delle scelte, è inutile tagliare teste. O chi arriva è un mago e usa la bacchetta magico o non lo so. Auguri a chiunque verrà nominato". 

Infine, un commento su Andoni Iraola, l'allenatore che tanto piace a Cardinale ma che, al momento, sembrerebbe lontano dai rossoneri: "Perché dovrebbe volere il Milan? Le sue squadre giocano davvero bene, il Bournemouth è stata una sorpresa fin dall'inizio della Premier League. Adesso - prosegue - è come se stesse cantando alla Scala. Allena in Inghilterra nel torneo più importante di tutti. E lo lascerebbe per cosa? Purtroppo noi non abbiamo più appeal".