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Sinner, il gene MC1R e la percezione del dolore: che esami dovrà fare

di Lorenzo Pastugliavenerdì 29 maggio 2026
Sinner, il gene MC1R e la percezione del dolore: che esami dovrà fare

2' di lettura

Il k.o. di Parigi fa malissimo, e come prevedibile si continua a parlare del mistero legato alle crisi fisiche del 24enne di Sesto Pusteria. Quella vista al Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo è soltanto l’ultima di una lunga serie: il numero uno del mondo era avanti di due set e sembrava in totale controllo del match, poi improvvisamente il blackout. Gambe pesanti, nausea, energie sparite e una partita completamente ribaltata.

Il caldo resta uno dei fattori principali. Negli ultimi anni, infatti, diversi episodi sono arrivati proprio in condizioni climatiche pesanti: contro Holger Rune agli Australian Open, a Cincinnati, a Shanghai e ancora a Melbourne contro Eliot Spizzirri. Ma non basta più parlare solo di afa. Anche a Roma, pochi giorni fa contro Daniil Medvedev, Sinner aveva accusato problemi fisici in una serata fresca e interrotta dalla pioggia. Lo stesso era accaduto a Wimbledon nel 2024.

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Ed è qui che nasce il vero interrogativo: “Ogni giocatore ha i suoi piccoli problemi — ha commentato Sinner dopo il match perso contro Cerundolo jr. — Forse, giocare con il caldo è il mio”. A Parigi, invece, dopo il k.o. è stato ancora più chiaro: “Non sono un robot. Quando mi sono svegliato, non mi sentivo benissimo. Non avevo dormito molto bene. Negli Slam ci sono sempre dei giorni in cui non ti senti al massimo”.

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Attorno al suo caso si stanno moltiplicando anche le spiegazioni scientifiche. Sinner ha capelli rossi, pelle molto chiara e piena di efelidi: caratteristiche tipiche del fototipo 1. Alcuni studi collegano questa conformazione alla mutazione del gene MC1R, che può influenzare la percezione del dolore e della temperatura corporea, rendendo più complicata la gestione del caldo e degli sbalzi climatici. Ma il vero tema potrebbe essere soprattutto l’accumulo. Negli ultimi mesi Sinner ha giocato praticamente senza fermarsi, cambiando superfici, continenti e condizioni climatiche in pochissimo tempo. E il suo corpo, ogni tanto, sembra presentare il conto.