"Un maggio diverso". A Carlos Alcaraz non mancano né il sorriso né l'auto-ironia. Lo spagnolo, fresco 23enne, sta trascorrendo settimane di assenza forzata dal circuito Atp, ma non di certo di vacanza.
Certo, non sono mancati i momenti di leggerezza, con gli amici e con la famiglia con la quale ha festeggiato il compleanno, ma il numero 2 al mondo è soprattutto concentrato sul rientro.
L'infortunio all'avambraccio l'ha costretto a saltare praticamente tutta la stagione della terra rossa, da Monte-Carlo (sconfitta in finale contro il suo rivale di sempre, Jannik Sinner) in poi. Niente Barcellona, niente Madrid, niente Internazionali d'Italia e soprattutto niente Roland Garros, di cui era campione in carica e idolo dei francesi. Carlitos salterà anche Wimbledon, dove lo scorso anno si era fermato a un passo dalla vittoria, ko ancora una volta contro Jannik.
Il guaio al braccio destro, il "suo" braccio, è serio e da non sottovalutare. Da qui la grande prudenza nel percorso di recupero. Fino a qualche giorno fa Alcaraz ha evitato anche di riprendere in mano la racchetta. Ora invece, il lavoro si fa più intenso e su Instagram ha pubblicato, tra le tante "istantanee" di questo maggio, anche un breve filmato di una sessione di allenamento. Con la sinistra impugna la racchetta, colpendo la pallina quando questa gli viene giocata sul rovescio. Sul dritto, invece, mima semplicemente il gesto con il braccio, e la mano vuota. Tecnicamente si parla di "educazione incrociata", un modo per riabituare il corpo ma soprattutto la testa a un gesto così naturale per un tennista.




