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Jannik Sinner, Boris Becker fa tremare gli italiani: "Ha i suoi misteri"

di Lorenzo Pastugliasabato 6 giugno 2026
Jannik Sinner, Boris Becker fa tremare gli italiani: "Ha i suoi misteri"

2' di lettura

Sinner non è fatto per il caldo come lo sono io” La chiacchierata di Gaia Piccardi, firma del Corriere della Sera, con Boris Becker parte da qui, da una battuta che suona quasi come una diagnosi personale più che tecnica. Il tedesco, tre semifinali al Roland Garros ma mai davvero uomo da terra rossa, non rimane sorpreso però che l’Italia sia protagonista lo stesso — ai quarti sono arrivati tre italiani: Matteo Berrettini, Matteo Arnaldi e Flavio Cobolli — anche senza il 24enne di Sesto Pusteria: "La crescita del tennis italiano non è casuale, è strutturale — spiega — Tutto è partito da un sistema che ha iniziato a funzionare davvero, con tornei, opportunità e visibilità". E aggiunge: "Quando un Paese vede tennis tutto il giorno, ovunque, inevitabilmente cresce una generazione nuova, che sogna e imita".

Il nome di Sinner torna dunque inevitabile: "Allenarsi con il migliore cambia tutto, ti costringe a migliorare ogni giorno, anche quando non te ne accorgi — aggiunge — Il crollo fisico? Non è la prima volta che lo vediamo così. E questo non può essere ignorato, soprattutto a questo livello. Il problema non è solo fisico, nel tennis spesso è la testa che decide tutto, più delle gambe. Jannik ha i suoi misteri, ma parte tutto dalla testa: se hai dubbi, non dormi bene e poi giochi male. Forse c’è qualcosa che, mentalmente, lo disturba. Però non sono nella sua mente. Bene che sia andato a Torino a fare gli accertamenti”. Sulla pressione, poi, Becker parla di sé senza filtri: "Ho imparato presto che non puoi vivere schiacciato da ciò che la gente si aspetta da te, altrimenti perdi libertà — dice ancora — Quando ho perso al secondo turno a Wimbledon ho capito che il mondo non finiva lì, e che potevo respirare". Un passaggio che per lui è stato decisivo: "Da quel momento ho iniziato a respirare in modo diverso, dentro e fuori dal campo, cambiando approccio e mentalità”. 

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Guardando ai nuovi, "Mensik ha qualcosa di speciale, ma non deve accontentarsi mai, nemmeno per un secondo". E su Zverev è netto: "Questo è il suo momento, non ne avrà molti altri così favorevoli, deve coglierlo subito”. Infine torna sul confronto tra generazioni: "Ci sono tanti giovani forti, ma il salto vero è diventare continui, non solo brillanti". E chiude con una convinzione: "Sinner e Alcaraz restano il riferimento, ma il tennis è pronto a cambiare di nuovo molto presto, più di quanto si pensi".

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