Entra in top ten, Flavio Cobolli. Un altro grande risultato per il tennis italiano, a conferma che non si vive solo di Jannik Sinner. A Parigi il giovane romano "ci ha regalato grandissime emozioni, ha fatto vivere agli italiani un Roland Garros che magari senza Sinner pensavamo non potesse accadere. E invece ci ha trascinati tutti insieme in questa finale, un match bello, emozionante: ci ha fatto sognare".
Ad applaudirlo, intervistato dall'agenzia Adnkronos, è Corrado Barazzutti. Flavio, contro il favoritissimo Alexander Zverev, numero 3 al mondo, ha pure rischiato di vincere: "Sì, diciamo che la partita è stata vicina". A cosa può aspirare adesso il nuovo n. 10 del ranking? "Cobolli cresce giorno dopo giorno, per cui sono molto curioso di vedere dove arriverà. E perché mai non potrebbe arrivare numero tre? Dietro agli altri due, che sono di un livello incredibile. C'è molta distanza ancora, secondo me, con il numero uno e il numero due" ovvero Sinner e Alcaraz, "ma non c'è tutta questa distanza con il numero tre" ovvero lo stesso Zverev. "Anzi - conclude - il numero tre è un giocatore battibile" da Cobolli.
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Matteo Arnaldi è stato costretto a ritirarsi dalla sua prima semifinale Slam in carriera a causa di un virus inte...Cobolli è il decimo italiano a entrare tra i primi dieci giocatori del mondo in singolare maschile nell'intera storia del tennis: ha infatti guadagnato 4 posizioni ed è appunto il nuovo numero 10 ATP. Prima del 1973, quando è stata introdotta la classifica computerizzata, erano i più autorevoli giornalisti a indicare i primi 10 del mondo a fine stagione: in quegli anni sono stati inseriti in Top 10 solo Uberto de Morpurgo, Giorgio De Stefani e Nicola Pietrangeli, numero 3 nel 1959 e 1960, che sarebbe rimasto l'italiano con la miglior classifica nel tennis maschile prima di Sinner, primo azzurro numero 1 del mondo.
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Dopo tanti psico-drammi sportivi, finalmente Alexander Zverev ce l’ha fatta. Ha colmato il vuoto di potere lasciat...Nell'era del ranking computerizzato, la lista dei Top 10 italiani comprendeva solo Adriano Panatta e Barazzutti fino al 2019. Poi sono arrivati Fabio Fognini, Matteo Berrettini, Sinner, Lorenzo Musetti e ora Cobolli. Questo traguardo si pone sull'onda lunga di un Roland Garros che, pur senza il successo finale, rimane da record per il tennis italiano maschile. Per la prima volta in uno Slam, infatti, tre azzurri sono arrivati ai quarti di finale. Oltre a Cobolli c'erano Berrettini e Matteo Arnaldi, che avrebbe dovuto affrontare il romano nel primo derby azzurro in una semifinale Slam. Entrambi, Berrettini e Arnaldi, sono rientrati in Top 50 grazie a questo risultato. Il sanremese ha guadagnato 70 posizioni ed è numero 34 del mondo, Berrettini ne ha scalate 57 fino a issarsi alla numero 48. Sono così sei gli italiani tra i primi 50 nel ranking ATP questa settimana. Alle loro spalle, best ranking per Andrea Pellegrino, numero 109 (+15 posizioni rispetto alla precedente classifica) grazie alla semifinale al Challenger di Perugia.
Sinner continua a guidare il ranking ATP con 13.500 punti, confermandosi numero uno indiscusso del tennis mondiale davanti ad Alcaraz e Zverev. Alle spalle del podio si registra il rientro di dinamiche interessanti, soprattutto nella zona centrale della Top 20. Segnali contrastanti invece per Lorenzo Musetti, che perde terreno e scivola al numero 16, mentre Luciano Darderi resta stabile nella parte bassa della classifica. Il movimento più marcato è quello di Jakub Mensik, protagonista di un balzo di dieci posizioni fino al 17° posto, mentre tra i cali più rilevanti figura Novak Djokovic, ora settimo dopo una flessione di tre posizioni.




