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Mondiali 2026, Galarza scippa l'orologio all'arbitro: scene mai viste

domenica 21 giugno 2026
Mondiali 2026, Galarza scippa l'orologio all'arbitro: scene mai viste

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Stupore in mondovisione. Siamo ai Mondiali di calcio 2026, la partita è tra Turchia ed Uruguay. E il mondo osserva un gesto inspiegabile: un giocatore, a ridosso del termine del primo tempo, "ruba" l'orologio all'arbitro. Una scena surreale, destinata a diventare virale nel giro di pochi minuti e a far discutere tifosi, commentatori e addetti ai lavori.

A fotografare lo stupore è stato Patrick Ittrich, ex arbitro tedesco oggi opinionista televisivo: "Ma che cosa gli passa per la testa? Seriamente". Il riferimento è a Matias Galarza, protagonista di un episodio senza precedenti.

L'azione si sviluppa nei minuti che precedono il recupero del primo tempo. Il Paraguay è avanti 1-0 grazie alla rete realizzata proprio da Galarza dopo appena due minuti di gioco, mentre la Turchia spinge con forza alla ricerca del pareggio. Dopo un contrasto, un calciatore paraguaiano finisce a terra e si accende una discussione tra i giocatori delle due squadre. I turchi protestano, accusando gli avversari di perdere tempo.

Nel tentativo di riportare la calma, l'arbitro salvadoregno Ivan Barton interviene tra i giocatori che si affrontano a brutto muso. E in quei momenti concitati, però, dal suo polso cade l'orologio usato per la gestione della gara. È qui che avviene l'incredibile: Galarza si accorge di quanto accaduto, e raccoglie con assoluta naturalezza l'orologio, dunque se lo infila al polso.

Il tutto mentre a pochi passi continuava il confronto acceso tra i calciatori e il direttore di gara. Solo successivamente, quando la tensione si abbassa, il centrocampista dell'Atlanta United ha restituito l'orologio a Barton. Nessuna protesta, nessun richiamo e soprattutto nessuna sanzione.

Un dettaglio non secondario: Galarza era già stato ammonito al 4'. Un eventuale secondo giallo avrebbe quindi significato espulsione. L'arbitro, però, ha scelto di lasciar correre, chiudendo la vicenda senza provvedimenti disciplinari.